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26 febbraio 2014

Più peso e nuove mescole, come cambiano le gomme della F1

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Le gomme, fornite dalla Pirelli per il Mondiale, sono contrassegnate da colori: rosso (supersoft), giallo (soft), grigio (medie), arancione (dure), oltre a verde (intermedie) e blu (da bagnato) (Foto Getty)

Nei test di Jerez e di Sakhir le monoposto hanno girato con i nuovi pneumatici Pirelli P Zero 2014. Dopo un anno di polemiche e la rivoluzione regolamentare, identikit delle (quattro) ruote del Circus

(R.B) Nell'anno della rivoluzione della Formula Uno, con il ritorno ai motori turbo e le modifiche delle monoposto dettate dal nuovo regolamento, anche le gomme, nel 2013 croce e delizia per piloti e scuderie, cambiano. Non in maniera epocale come nella passata stagione, ma con modifiche significative di peso, materiali e strutture mirate a garantire prestazioni e soprattutto affidabilità. Viaggio negli pneumatici per il Mondiale che verrà.

Stesso range, con l'opzione invernale – La Pirelli, che ha appena rinnovato il contratto come fornitrice unica fino al 2016, per quest'anno offre la stessa varietà di scelta alle scuderie: quattro tipi di gomme slick da asciutto (supersoft, soft, medium e hard) e due da bagnato (Cinturato intermedio e full wet). Novità parziale per il 2014 la varietà invernale, utilizzata solo a Jerez de la Frontera nella prima settimana di test e ottimizzata per funzionare bene a basse temperature, grazie alla diminuzione del tempo utile per diventare “calde”.

Pneumatici più pesanti, mescole più dure – Se rimane invariato il numero di opzioni a favore dei team cambiano invece alcune caratteristiche dei pneumatici, anche per seguire i cambi regolamentari che hanno modificato profondamente le monoposto sottoponendo a sollecitazioni più forti anche le gomme. Nel Mondiale 2014 il peso degli pneumatici è maggiore, 200 grammi in più per le ruote anteriori e 250 per quelle posteriori, per un totale di 1 kg. Variano anche le mescole, che in media sono leggermente più dure rispetto al 2013 per assicurare migliore aderenza alla pista. Cambi anche per i profili e le strutture delle gomme da asciutto, ma solo per quelle anteriori per "seguire" gli sviluppi di muso e alettone.

Nuovo disegno per le Cinturato full wet – Chi forse è cambiata di più è la gomma blu, l'opzione più “estrema” a disposizione dei team in caso di pioggia. La Pirelli ha modificato il battistrada posteriore, aumentando così il numero di litri di acqua dispersa al secondo da 60 a 65 litri. Un cambio che serve a evitare il fenomeno dell'aquaplaning e che si unisce a una nuova mescola creata per alzare il punto di incontro con le gomme intermedie (quelle contrassegnate dal colore verde), cioè il momento in cui si può passare da una all'altra "soluzione".

Primi test: più affidabilità e indicazioni dei tempi – Le P Zero 2014 hanno già esordito nei test a Jerez e in Bahrain. E le prime impressioni, secondo i dati forniti dalla Pirelli dopo la prima settimana a Sakhir, sono di una maggiore resistenza dei pneumatici rispetto al 2013 (per esempio meno marbles, strisce di gomma che si depositano sulla pista), anche se per fare valutazioni definitive sarà necessario aspettare un ulteriore sviluppo delle monoposto.

Nella seconda sessione di test in Bahrain, in cui sono stati percorsi 19mila chilometri, sono arrivate anche le prime indicazioni cronometriche. Le differenze nei tempi sul giro stimate dicono che tra la gomma supersoft e la hard ci sono 4,2 secondi. La soft è più lenta di 0,7 secondi e la medium di 1,9, ma le distanze sono destinate a ridursi con la maggiore confidenza di piloti e scuderie con le P Zero 2014. Come dovrebbero ridursi le differenze tra le prestazioni del 2013 e del 2014. Nei test di Sakhir, la Mercedes di Nico Rosberg ha fatto fermare il cronometro sull'1.33.283, 3 secondi miglio del giro veloce di Sebastian Vettel nella gara del 2013 (1.36.961) , ma un secondo peggio della pole realizzata proprio da Rosberg l'anno scorso (1.32.330).

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