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29 marzo 2014

Sepang tra meteo e gomme. Questo può decidere il GP

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Il circuito di Sepang, inaugurato nel '99, è stato costruito in una zona prima occupata dalla giungla. Qui l'acqua sollevata in pista dalla Ferrari (Foto Getty)

LA SCHEDA. Le tenuta degli pneumatici sollecitati dalle alte temperature rende il circuito malese molto impegnativo. Un antipasto è stato già servito durante le qualifiche della seconda gara del Mondiale

a cura di Roberto Brambilla e Fabiano Vandone

E' uno degli appuntamenti che i piloti temono di più, soprattutto per le condizioni climatiche che li metteranno duramente alla prova. Ma il GP di Malesia, in programma a Sepang, è impegnativo anche per le vetture in gara. In particolare sono sotto osservazione gli pneumatici Pirelli, sottoposti a grandi sollecitazioni. Ecco cosa potrebbe essere decisivo sul circuito asiatico.


Nuova aerodinamica, gomme ancora più sotto stress – Dal 1999, anno della prima edizione, gli pneumatici hanno sempre vissuto a Sepang momenti di sollecitazione estrema. Ma nel 2014, con un regolamento tecnico che ha cambiato gli assetti aerodinamici delle monoposto riducendone il carico ( musi più bassi, restringimento dell'ala anteriore). Una vettura più scarica con aumento del sovrasterzo e dei pattinamenti della vettura. Due fenomeni, questi ultimi, che portano, insieme alla maggiore potenza della coppia motrice della power unit, a un deterioramento più rapido della gomma. Anche per questo la Pirelli, oltre alle due opzioni intermedie e da bagnato, ha scelto le due mescole più dure, con le Hard all'esordio stagionale.

La pista: curve e accelerazioni – Oltre alla nuova aerodinamica, le gomme sono messe sotto torchio per la particolare struttura del tracciato malese, uno dei primi disegnati da Hermann Tilke. Asfalto abrasivo, due rettilinei di quasi un chilometro con una serie di curve molto lunghe, alcune affrontate oltre i 240 km/h con forze laterali fino a 4G e un ultimo curvone, quello che immette nel rettilineo finale con una decelezione di 5,3 G. Un insieme di caratteristiche che causano usura meccanica (si "consumano" le parti che compongono la monoposto) e di tipo termico, con gli pneumatici, complici le alte temperature, che potrebbero superare anche di 20° la temperatura ottimale d'esercizio accelerando il processo di degrado.

Fattore meteo – A rendere tutto ancora più difficile le temperature di Sepang, un circuito costruito in una zona subtropicale e un Gran Premio che si corre nella stagione dei monsoni, caratterizzata da piogge e umidità. Se le precipitazioni influenzeranno le strategie dei team (2 o 3 pit stop a seconda di una strategia più o meno aggressiva), l'umidità e il caldo, oltre che sulle tenuta fisica dei piloti, potranno causare problemi alla power unit, in particolare al turbo compressore (vista la difficoltà dei motori turbo a funzionare con il caldo e l'umidità) e al sistema di raffreddamento che con un caldo estremo potrebbe essere messo a dura prova.

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