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12 maggio 2014

Ferrari e Ducati, codice rosso: è ora di cambiare marcia

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Le Mercedes non fanno sconti: per rientrare nella corsa al titolo a Maranello sono necessari importanti cambiamenti (Foto Getty)

Maranello come Borgo Panigale: entrambi i team si ritrovano a secco di vittorie nel Mondiale, la distanza rispetto alla vetta si allunga sempre di più. Ma non sono più ammesse scuse: i team devono inventarsi qualcosa e dare una svolta alla stagione

di Lucio Rizzica

Anche a Montmeló Lewis Hamilton piomba primo sul traguardo, anche in Spagna. Vola in testa a inizio gara e va via. Resiste alla pressione e al compagno di squadra ed entra nella storia: 26 vittorie. A una da Jackie Stewart, a cinque da Nigel Mansell. Quanto basta per montare già sul podio del miglior britannico di sempre in F1. Vola Lewis Hamilton e fatica a contenerlo Rosberg. Passo gara che imbarazza anche le Red Bull, mentre Vettel si sveglia e Ricciardo da lontano agguanta la terza posizione. E così, la Mercedes stellare in Spagna proietta Hamilton a 100 punti.

Facciamo un giochino? - Togliamo due ruote, teniamo Spagna come associazione di idee e ipotizziamo una formula magica e folle, di fantasia per ridare vigore e brividi (e soprattutto incertezze) alle 4 e alle 2 ruote. Visto che Hamilton è a 100 punti come Marquez, in fondo. Roba da far venir voglia di mettere il leader della MotoGp e Pedrosa in una Mercedes e far montare Hamilton e Rosberg su due Honda. Poi scambiare di sella e sedile Valentino e Lorenzo con Ricciardo-Vettel. Così per riaprire i giochi e dare un po' di guizzi a due campionati nei quali sicuramente il gioco scambista delle coppie aprirebbe a tante prospettive. Che spettacolo! Allora sì che cambia tutto…

Non solo... - Continuiamo. Cosa resta? Ah già mettiamo i due ferraristi sulle Ducati e viceversa. Oops, mi sa che non funzionerebbe neppure così per farli rientrare in gioco. Perché le rosse, a due o quattro ruote, in queste stagioni arrancano un po', subiscono il doppiaggio, non riescono a rendere per quanto storia e potenzialità garantirebbero a occhi chiusi e tantomeno consentono ai piloti di esprimere il proprio talento, la propria qualità. Un problema cromatico. Il rosso fatica. Meglio allora cambiare giochino: teniamo fermo come filo conduttore della riflessione la Spagna e vestiamo tutti i piloti in rosso da toreri. In Spagna normalmente la corrida premia chi il rosso lo agita, raramente il torero finisce incornato e scornato.

Insomma, inventiamoci qualcosa - Anzi, speriamo che a Maranello e Borgo Panigale si inventino qualcosa e presto. Perché c’è bisogno ancora di rosso in pista: di rivedere quel colore a lottare o, perché no, davanti a tutti a guardare negli specchietti gli sconfitti, certo non a preoccuparsi di essere scavalcati dalle cavalcate altrui. Al di là di ciò chi vince ha sempre ragione. E in Mercedes, oggi, ne hanno da vendere. Hanno capito tutto, interpretato meglio, speso bene e creato due mostri. Che stanno correndo un monomarca in faccia agli altri: perché quando un box doppia 16 avversari su 22 dubbi non ce ne sono più. Sono alieni. Come Marquez, così Hamilton.

PS - Se qualcuno conosce le taglie dei nostri eroi mi faccia sapere: quattro "Traje de Luces" al posto delle tute e quattro monteras al posto dei caschi. Magari funziona. A questo punto che altro resta oltre alla fiducia, alla pazienza e al duro lavoro? Possiamo mica, sennò, ingaggiare un Joselito qualunque e tre suoi amici pescati al bancone della prima vermuteria in centro a Barcellona e mettergli in mano manubri e volanti al posto delle muletas.

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