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10 giugno 2014

Austria 2003: quell'ultimo GP con la firma di Schumacher

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Michael Schumacher sul traguardo del GP d'Austria nel 2003, anno dell'ultimo Gran Premio che si è corso in quel Paese (Getty)

La gara che si disputerà a Zeltweg , non si corre da oltre undici anni. L'ultima volta a vincere fu l'ex pilota tedesco della Ferrari. E non mancò il brivido, con quelle fiamme uscite dal serbatoio durante un pit-stop al box della Rossa

di Gianluca Maggiacomo

Undici anni e trentaquattro giorni. Tanti ne sono passati dall’ultimo GP d’Austria che si è disputato in una stagione di Formula 1. 18 maggio 2003, 22 giugno 2014. Il Circus torna nella patria di Niki Lauda e della Red Bull. Zeltweg è una delle due novità della stagione 2014 assieme al GP di Russia, che si correrà ad ottobre.

Austria, dove eravamo rimasti? – Il 2003, si diceva. Erano gli anni del dominio della Ferrari. La Rossa in quella stagione era inarrestabile e a Maranello c’era Michael Schumacher: il mix perfetto. Il tedesco è stato il protagonista indiscusso di quell’ultimo appuntamento austriaco. Schumi conquistò la vittoria, la terza di quella stagione che poi lo vide trionfare, e disputò la solita gara impeccabile: partì dalla pole position, fece registrare il giro più veloce e, a fine gara, salì sul gradino più alto del podio. Con lui, al secondo posto, Kimi Raikkonen su McLaren, momentaneamente leader del Mondiale. Terzo, l’altro pilota Ferrari, Rubens Barrichello.

Fuoco e fiamme – Fu una gara tranquilla e ordinaria, eccetto per le due false partenze. Schumacher era il favorito e nulla sembrava in grado di invertire questa rotta. Paradossalmente, l’unico intralcio tra il tedesco e la vittoria lo stava mettendo la stessa Ferrari quando, durante un pit-stop, i meccanici fecero cadere un po’ di benzina sul motore bollente. Nulla di grave, però. Ci furono delle fiamme, presto spente, e il tedesco poté tornare in pista. E pazienza se aveva accumulato un po’ di ritardo e scivolò al terzo posto: la Rossa era in grado di far fronte a simili inconvenienti con una macchina che andava alla perfezione. Nel giro di pochi km, Schumi recuperò sia su Raikkonen, secondo, che su Montoya, ritiratosi dopo esser stato per qualche minuto davanti a tutti. Il tedesco comandò fino alla fine, anche grazie alla strategia di squadra. C’era solo da amministrare e tenere a bada il rampante Raikkonen. E così fu. Primo posto. Podio. Inno tedesco e poi quello di Mameli. Tutto come da copione, in quegli anni.

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