Caricamento in corso...
05 luglio 2014

Telaio e qualità del pilota, a Silverstone si vince così

print-icon
cir

Il circuito di Silverstone, teatro del primo GP della storia della F1, è stato modificato più volte per ragioni di sicurezza (Getty)

Sul circuito in cui si corre per la cinquantesima volta il GP di Gran Bretagna sono fondamentali le regolazioni sulla scocca delle monoposto e la capacità dei driver di "leggere" il tracciato e di risparmiare le gomme

di Roberto Brambilla e Fabiano Vandone

E' il circuito dove la storia della F1 è cominciata nel 1950. E uno di quei tracciati che nonostante le profonde modifiche nel corso degli anni, per layout e caratteristiche appartengono a un'altra generazione. Silverstone, dove si corre per la 50sima volta il GP di Gran Bretagna, è particolare anche dal punto di vista tecnico. Ecco cosa serve per fare bene nella nona prova del Mondiale.

Una pista da “telaio” - Per le caratteristiche del tracciato inglese, oltre a un carico aerodinamico medio-alto per assicurare alte velocità nei lunghi curvoni in appoggio, assumono un'importanza fondamentale la taratura delle sospensioni e regolazioni del telaio delle monoposto: rigidità della monoscocca, altezza da terra e assetto rake (con la vettura inclinata in avanti e con la conseguente maggiore deportanza), ecco su cosa lavoreranno gli ingegneri per avere ottimo assetto a Silverstone.

Un circuito con un asfalto abrasivo, ondulato e a tratti sconnesso in cui "settare" bene la mononoposto vuol dire assicurare la stabilità alla vettura e dove, con i diversi tratti a media velocità, è importante regolare le sospensioni per migliorare la tenuta di strada soprattutto in curva.

Gomme sotto stress – Un fattore molto importante a Silverstone saranno gli pneumatici. In Inghilterra la Pirelli ha portato le due mescole più dure, Medium e Hard e al di là il fattore meteo, sempre imprevidibile, molto importante sarà evitare il deterioramento delle copertura.

La velocità del circuito e gli ampi curvoni portano le gomme a essere stressate da forze laterali e longitudinali fino a 5G e gli ingegneri dovranno essere bravi a trovare un set up (attraverso per esempio una buona campanatura) che non rovini troppo le gomme e i piloti dovranno essere capaci di avere una guida fluida e continua per conservare gli pneumatici.

Una pista “da guidare” – Buon talento, gomme da risparmiare, alto carico aerodinamica ma soprattutto un pilota di livello. Silverstone è una delle piste più guidate del Circus. Con una sede stradale più ampia rispetto ad altri circuiti e curvoni ad ampio raggio i piloti hanno molto più possibilità di traiettoria e dunque di sorpasso.

E se il driver è “capace” di leggere la pista trovando il giusto punto di frenata e di uscita può veramente fare la differenza. In un circuito in cui per circa il 50% si tiene il piede pigiato in pieno sull'acceleratore e in cui sarà fondamentale l'efficienza dell'ERS, il sistema di recupero energia che accresce la potenza del motore turbo.

Tutti i siti Sky