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08 luglio 2014

Alonso-Ferrari, nessuna crisi. Ma il futuro è sulla Rossa?

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Sotto il casco, Fernando Alonso: dal 2010 corre per la Ferrari (Foto Getty)

Mentre il team è impegnato nei test di Silverstrone , lo spagnolo è alla vigilia della complicata trattativa per rinnovare in anticipo il contratto che lo lega a Maranello: l'accordo scadrà nel 2016, per la stampa spagnola potrebbe essere prolungato

di Lucio Rizzica

L’incidente di Silverstone ha costretto Kimi Raikkonen a saltare la sessione di test della F1 in programma sul circuito inglese (8-9 luglio), spalancando l’abitacolo della F14T a Jules Bianchi, promettente talento della Ferrari Driver Academy sin dal 2009, di lontane origini milanesi ma di passaporto francese, attualmente pilota della Marussia F1 Team. Bianchi affiancherà il collaudatore Pedro De La Rosa, certo di giocarsi una carta importante in chiave futura, ora che il finlandese, pesto e livido dopo il GP di Gran Bretagna nel quale ha riportato una forte contusione a una caviglia e un ginocchio, starà fermo fino al week end di Hockenheim, mentre Alonso è alla vigilia della complicata trattativa per rinnovare in anticipo il contratto che lo lega a Maranello.

Un accordo che –naturalmente- scadrà nel 2016, ma che secondo la stampa spagnola potrebbe essere prolungato ancora di una stagione, per poi prevedere una opzione per il 2018 e per il 2019. Resta tuttavia da vedere cosa farà il Banco Santander nel prossimo futuro: il gruppo ha un contratto come main sponsor del cavallino fino al 2017, arrivava proprio da McLaren, ha un solido rapporto di partnership con Alonso. Un prolungamento del contratto di Alonso fino al  2017 metterebbe l’accordo al passo con la scadenza (fine stagione 2017) della sponsorizzazione Santander. Il che –secondo alcuni- è indicativo della possibilità che dal 2018 alla rossa possa eventualmente cambiare sia il partner finanziario sia il pilota di punta.

Il rapporto fra Alonso e la Ferrari non è in crisi, come qualcuno vuol lasciare intendere, ma è evidente che sia il pilota sia la scuderia cercano nuove motivazioni e un rapido ritorno a un presente vincente: una discriminante che di certo pesa sull’opzione. Lo spagnolo ha grande mercato, la Honda gli farebbe ponti d’oro per portarlo alla McLaren già dal 2015, quando scadrà l’intesa con Mercedes. A Maranello si sono tutelati, fra i ‘pour parler’ per il futuro si registrano con insistenza anche quelli con cavalli di razza come Sebastian Vettel e Lewis Hamilton, entrambi non proprio felicissimi della propria situazione attuale.

In attesa di capire, continua il processo di cambiamento intrapreso dal nuovo capo della Gestione Sportiva Marco Mattiacci, anche se non è chiaro quanto i piloti siano coinvolti: tanto, secondo Mattiacci, poco secondo Alonso. Un processo di rinnovamento che continua spedito ma che nessuna sfera di cristallo potrà garantire darà presto risposte soddisfacenti. In ogni caso, a breve potrebbero (anche se altri ambienti negano) essere inseriti in squadra dieci nuovi ingegneri provenienti da Red Bull e Mercedes, fra motoristi e aerodinamici, più uno specialista del simulatore e un esperto di soluzioni hybrid.

L’intento di Mattiacci è chiaro: sviluppare un simulatore più efficiente, riorganizzare il dipartimento tecnico, inserire nuovi elementi dotati di know how alternativi, assicurare stabilità sul fronte piloti almeno riguardo ad Alonso, salvare il salvabile di questo 2014 lasciando il DT James Allison libero di incominciare a operare in prospettiva 2015. A partire proprio dai test di Silverstone, nel corso dei quali potrebbero essere provate anche delle gomme Pirelli di nuova concezione. Lasciando ad Alonso, fra un cavillo e l’altro, il compito di incrociare i dati nelle simulazioni in parallelo per ottimizzare il lavoro anche in vista del prossimo GP di Germania.

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