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25 luglio 2014

Budapest, che caldo: le monoposto si difendono dal solleone

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GP Ungheria: bandiere sotto il sole di Budapest (Foto Getty)

ANALISI TECNICA . E' una delle gare più bollenti della stagione. A preoccupare i tecnici di tutte le squadre è soprattuto lo smaltimento del calore generato dalle proprie Power Unit. E l'ERS potrebbe essere messo a dura prova

di Antonio Granato

Il GP d'Ungheria è notoriamente una delle gare più calde della stagione e che mette a dura prova tutti i componenti delle monoposto impegnate sul circuito dell'Hungaroring.

Occhio all'ERS - A preoccupare i tecnici di tutte le squadre è sicuramente lo smaltimento del calore generato dalle proprie Power Unit. A mettere a dura prova l’affidabilità dei motori ed il loro sistema di raffreddamento, oltre al gran caldo, anche la conformazione stessa del tracciato. Non esistono, infatti, dei rettilinei sufficientemente lunghi per far convogliare una buona quantità d'aria nei pacchi radianti. A soffrire potrà essere il sistema ibrido ERS, che potrebbe mettere a dura prova sia i moto/generatori MGU-H e MGU-K che i pacchi batterie sottoposti a continue cariche e scariche di energia. Per questo in casa Ferrari ci si prepara ad utilizzare nuovamente le soluzioni viste in Germania con grossi sfoghi per l'evacuazione del calore interno. (vedi foto).



L'anno che verrà - Una Ferrari che sembra oramai concentrata più al 2015 che alla stagione attuale. Antonio Boselli infatti ci riporta le parole di Fernando Alonso che confermano l’intenzione della Ferrari di concentrarsi più alla vettura del prossimo anno: "Ormai tutti gli sforzi sono sulla macchina del 2015".

Zero novità? - Difatti la Rossa sembra non aver portato nulla di nuovo in Ungheria, proponendo di nuovamente le soluzioni viste negli ultimi GP. Ultima, in ordine cronologico, la nuova modifica al diffusore della F14-T che, già dal GP dell’Austria e poi in Germania, ha utilizzato dei generatori di vortice nella sezione centrale dell'estrattore.  Una soluzione ispirata a quella della Red Bull che già da inizio stagione l'ha utilizza regolarmente, allo scopo di energizzare i flussi nella fase d'espansione e incrementare il carico aerodinamico al posteriore.



Qui sotto la soluzione della Red Bull a cui la Ferrari si è ispirata.





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