Caricamento in corso...
23 agosto 2014

Benvenuti a Spa, dove il pilota (ancora) conta

print-icon
gp_

Il tracciato di Spa è il più lungo di tutto il Mondiale, con più di 7 chilometri (Getty)

Il circuito belga è uno di quelli, come Monaco, in cui le qualità di Nico Rosberg&Co possono fare la differenza. Lungo, difficile, tecnico e con l'insidia sempre costante del meteo variabile, le insidie del tracciato delle Ardenne

di Roberto Brambilla e Fabiano Vandone

Non c'è pilota, soprattutto tra i veterani che non lo ami. Spa-Francorchamps, “casa” del GP del Belgio, è uno dei circuiti, nelle sue varie configurazioni, che ha fatto la storia della Formula 1. Un tracciato di “vecchia” generazione, come lo è per esempio Monza, in cui, dal punto di vista tecnico, contano le capacità del pilota, ma anche un buon lavoro ai box. Ecco cosa servirà per fare bene in Belgio.

Spa, l'università della F1 – Il circuito delle Ardenne è l'ultimo “naturale” del Mondiale. E il layout è un mix di lunghi e veloci curvoni in appoggio, curve lente, chicane e rettilinei, come quello di Kemmel dove si potrà usare il DRS, l'alettone mobile. Un circuito estremamente tecnico dove un pilota deve essere bravissimo a interpretare le traiettorie in curva e in cui viene premiata la sensibilità di guida del pilota e la sua abilità nel guidare una vettura con carico aerodinamico medio-basso, un assetto in cui saranno importanti le regolazioni del telaio.

Meteo+usura+asfalto=rebus gomme – A Spa la questione delle gomme rimane fondamentale. Le mescole portate dal fornitore Pirelli (Medie e Soft) saranno messe sotto pressione come in poche altre occasioni nel Mondiale. I lunghi tratti con il motore al massimo e le curve con compressioni negative e forze laterali fino a 5 G scaricano molta energia sulle coperture, stressate anche dalle frenate, durante le quali con una vettura con meno downforce le gomme potrebbero rovinarsi per il continuo sbloccaggio delle ruote.

Tanto stress meccanico a cui si aggiunge un fondo del tracciato abrasivo e sconnesso e l'incognita meteo. Non solo veloci cambi di tempo e rischi di basse temperature ma anche possibilità di avere pista bagnata/asciutta (con le conseguenti difficoltà per il set up) in due tratti diversi nello stesso giro.

Esame power unit – Insieme a Monza il Belgio è il circuito in cui si viaggia a medie più alte e in cui più il pedale del gas viene tenuto premuto (25 secondi tra la Source e Les Combes, l'intervallo di tempo più lungo del Circus). Un circuito che richiede molto impegno per il comparto motore anche per i continui saliscendi con il turbo che nel punto più alto (600 metri) lavorerà molto vicino al limite di giri. Critico anche il contenimento dei consumi, possibile solo con un buon utilizzo del sistema di recupero energia.

Tutti i siti Sky