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06 settembre 2014

Tanta velocità e guida precisa, a Monza si vince così

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Il circuito di Monza è il tracciato del Mondiale con la più alta velocità media (Getty)

Il circuito su cui si corre il GP d'Italia ha le medie più alte di tutto il campionato. E per salire sul podio servirà una power unit potente e affidabile, oltre a un pilota capace di preservare le gomme

di Roberto Brambilla e Fabiano Vandone

E' la pista in cui il pedale rimane sull'acceleratore per circa il 70% del giro. E in cui le gomme sono più sollecitate. Il circuito di Monza, al pari di Spa, Monaco, Silverstone e il Nurburgring è considerata una dei templi dell'automobilismo mondiale. In cui oltre a essere bravi al volante bisogna avere una macchina “leggera” ma guidabile. Ecco le caratteristiche del tracciato dove si disputa il GP d'Italia.

Il circuito più veloce del Mondiale – Il tracciato di Monza, costruito nei primi anni Venti e modificato più volte per adattarlo alle esigenze di sicurezza, è quello in cui le monoposto “corrono di più”. 5793 metri con velocità media intorno ai 250 km/h, punte di 360 chilometri l'ora e quattro rettilinei in cui si superano regolarmente i 300 km/h.

Motore, occhio all'affidabilità – In una pista in cui si percorre più di metà del giro con l'acceleratore in pieno sono fondamentali le prestazioni della power unit. Oltre alla potenza e alla tenuta del motore termico ruolo decisivo è quello della parte ibrida.

Con il tracciato, pieno di rettilinei veloci e violente staccate il meccanismo di ricarica delle batterie della MGU-K viene messo sotto pressione pesantemente con un sistema che si carica in 1,5 secondi di frenata e si scarica completamente nei successivi cinque. Continui cicli che rischiano di surriscaldare le componenti e condizionare l'affidabilità dei propulsori.

Poco carico aerodinamico per andare veloce – A Monza l'obiettivo principale è ridurre al massimo la resistenza all'avanzamento per assicurare alla vettura più velocità nei rettilinei del tracciato italiano. Macchina leggera sacrificando downforce (la forza che spinge la macchina verso il suolo) in curva, dove il pilota dovrà essere molto bravo a guidare una monoposto che avrà poca aderenza gestendo al meglio ogni movimento della macchina.

Gomme, tanto stress e occhio ai cordoli – Il particolare disegno della pista provocherà un'alta usura degli pneumatici Hard e Medium portati dalle Pirelli. Le alte velocità e le brusche decelerazioni portano all'innalzamento delle temperature delle coperture e i cordoli molto alti causano tante sollecitazioni alla carcassa delle gomme.

Il basso carico aerodinamico rende ancora più dura la vita delle coperture che con meno deportanza dovranno assicurare l'aderenza in curva. Fondamentale saranno le doti del pilota, che con una monoposto dalla buona trazione in uscita dalle chicane, dovrà guidare in maniera pulita evitando di “scivolare” e riducendo i bloccaggi per risparmiare le gomme posteriori.

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