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11 settembre 2014

Ferrari, un anno da dimenticare. Ma ecco da dove ripartire

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I tifosi della Ferrari festeggiano, nonostante tutto, sotto il podio di Monza (Foto Getty)

Nonostante la domenica nera nel GP d'Italia e la rivoluzione al vertice, c'è qualcosa da cui ricominciare : la Rossa va a punti da 80 gare consecutive (record) e ha mostrato sempre grande affidabilità. Monza esclusa, naturalmente

Dopo lo scossone portato dalle dimissioni dalla presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, la Ferrari deve guardare avanti. Il GP d'Italia è stata per molti la peggior gara della stagione. I due punti con cui la Scuderia di Maranello è uscita da Monza non hanno salvato il terzo posto nel Mondiale costruttori (292 lunghezze il gap dalla Mercedes), con Alonso quinto dietro anche a Bottas e Raikkonen addirittura decimo nella graduatoria piloti. Ma qualcosa c'è da salvare, anche dopo il week-end lombardo. Per esempio resta aperta la striscia di GP consecutivi a punti della Rossa: 80, partendo dal GP della Germania del 2010. Senza contare che quello di Monza è stato il primo ritiro di Fernando Alonso, fin lì unico pilota sempre al traguardo (primato che ora spetta a Jenson Button) e sempre a punti. In fin dei conti, una battuta d'arresto dopo 12 tentativi, sta nelle leggi statistiche.



Le note dolenti
- Alonso è salito sul podio in sole due occasioni: il suo record negativo, nel 2008, è di tre. L'iberico inoltre è stato al comando in appena due GP: lo scorso anno, seppur difficile, comandò in quattro gare. Un'altra statistica dolente riguarda il digiuno di vittorie. L'ultima stagione senza successi per il Cavallino risale al 1993, ovvero 21 anni fa. Non va meglio al sabato, visto che sono diventati 43 i GP senza pole (ultima Germania 2012), seconda striscia più lunga della storia della Ferrari (primato a 60). L'obiettivo a Singapore è ripartire dalle certezze: Alonso e l'affidabilità, quelle due caratteristiche che per la prima volta sono state smarrite a Monza.

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