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21 settembre 2014

Il paradosso di Lewis: batte i suoi record ma deve inseguire

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Lewis Hamilton ha superato il suo record di vittorie in stagione. Lo aveva stabilito nel 2008, l'anno della vittoria mondiale. Per ora non basta per aver ragione di Rosberg (ansa)

Hamilton ha già centrato più vittorie rispetto al 2008, la stagione in cui si laureò campione del mondo: sei. Un record, che però ancora non basta per portare il 2014 dalla sua parte. Alle 14 il GP di Singapore

La lotta per il mondiale è entrata ormai nel vivo. A Singapore Nico Rosberg e Lewis Hamilton scriveranno un nuovo capitolo della stagione 2014. Per adesso è avanti il tedesco. Ma l’ex campione del mondo, dopo la vittoria a Monza, si è rifatto sotto in maniera minacciosa. Scontato dire che da qui alla fine ne vedremo delle belle.

Hamilton sta vivendo una delle sue migliori annate da quando è arrivato in Formula 1. Certo, i rapporti con Rosberg, suo vecchio amico, sono ai minimi storici. E con il team, la Mercedes, non sono mancate le frizioni. Ma a tutto ciò fa da contraltare il bottino messo insieme finora dal britannico: soddisfacente, malgrado gli valga solo il secondo posto alle spalle del compagno di scuderia. Ma per capire che stagione sta disputando Hamilton basta fare il paragone con il 2008, l’anno in cui era alla McLaren e vinse il suo primo ed unico titolo iridato.

Nel GP d’Italia il numero 44 ha centrato la sua vittoria numero 6 in stagione. Una in più dei successi totali messi insieme in tutto il 2008. Anche il conteggio di podi è a favore del 2014. Sei anni fa ne collezionò in tutto 10: gli stessi di adesso, pur essendosi corsi “solo” 13 GP. Il suo record di piazzamenti tra i primi tre è, però, il 2007: 12. Facile prevedere che Hamilton batterà anche questo personale primato. Tempo e condizioni sono dalla sua parte.

Hamilton, dunque, si è superato. È andato oltre se stesso. E questo anche grazie a una macchina che rasenta la perfezione. Eppure non basta per "ammazzare" la stagione. Già, perché i record sono la storia. Il presente parla d’altro: di una annata tirata, incerta e in bilico. E di un Rosberg cattivo e determinato. Insomma, bello per chi osserva da fuori. Ma brutto e stimolante per una vecchia volpe come Lewis.

Il confronto 2008-2014 (al 13° GP)

Stagione Podi
2008 8 4 2 2
2014 10 6 2 2


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