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25 settembre 2014

Suzuka 1989, la prima volta di Nannini. Con l'aiuto di Prost

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Alessandro Nannini sul primo gradino del podio a Suzuka 1989, festeggiato da Patrese secondo e Boutsen terzo (Getty)

Il Gp nipponico di 25 anni fa fece storia per il contatto tra il francese e Senna : la contestata squalifica del brasiliano permise l'unica vittoria in F1 del toscano. La cui traiettoria sarebbe cambiata 12 mesi più tardi, proprio alla vigilia del Giappone

di Lorenzo Longhi

Lo spinsero sul primo gradino del podio e il mondo scoprì che aveva vinto lui, il ragazzo più scanzonato del Circus. E' del 22 ottobre 1989, a Suzuka, il primo trionfo in Formula 1 di Alessandro Nannini, che tuttavia non ebbe la soddisfazione di passare per primo sotto la bandiera a scacchi; quella toccò ad Ayrton Senna, già virtualmente squalificato perché, nella torretta dei commissari di gara, in quel momento il suo rivale Prost faceva pressioni e chiedeva vendetta - più che giustizia - per quanto accaduto sei giri prima...

Volere, volare.
Arrivato in Formula 1 piuttosto tardi, a 27 anni, ma capace di importanti exploit con una Benetton che iniziava a farsi valere, per Nannini quello fu l'unico successo. Fece in tempo a correre l'ultimo Gp stagionale e 14 della stagione seguente (quattro podi in tutto), prima che il suo volo in Formula 1 venisse interrotto. Letteralmente, quando il suo elicottero cadde nel vigneto della sua tenuta, il 12 ottobre 1990. Salvò la vita, l'unica cosa che conta veramente.

9 giorni prima.
Beffardamente, l'incidente avvenne proprio alla vigilia di Suzuka, a 9 giorni dal Gp del Giappone in cui Alessandro sarebbe stato chiamato a difendere la vittoria. E chissà, forse ci sarebbe anche riuscito perché, in una singolare coincidenza di eventi e luoghi, a Suzuka 1990 Senna e Prost cozzarono di nuovo, ancora più o meno deliberatamente, e fu proprio la Benetton che lì ottenne - esattamente come un anno prima - il suo primo successo stagionale. Vinse Piquet, gli dedicò la vittoria, e seconda arrivò la Benetton guidata da Roberto Moreno, il suo sostituto. Quella che, sino a pochi giorni prima, era la "sua" Benetton.

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