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26 settembre 2014

Errori, guasti e pressione: Rosberg non sa più vincere

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Nico Rosberg non vince una gara dal 20 luglio, GP di Germania (Getty)

Il tedesco della Mercedes a Singapore ha dovuto cedere la testa della classifica a Hamilton. Alle sue spalle, anche se distante, Ricciardo continua a correre. A lui, invece la vittoria manca dal GP di Germania , oltre due mesi fa

di Gianluca Maggiacomo

Non è giusto parlare di crisi. Ma un piccolo campanello d’allarme è suonato. E non poteva esser diversamente. Soprattutto per la piega che aveva preso la sua stagione prima della pausa estiva. Nico Rosberg sembra abbia un po’ smarrito la rotta per la vittoria. Il primo posto manca dal lontano 20 luglio, cinque Gran Premi fa. Una situazione che ha aggiunto ancor più pepe a un mondiale già di per sé teso e dal destino incerto.

Rosberg è dal GP di Germania, la gara di casa, che non riesce a fare bottino pieno. E dire che quel Gran Premio, dopo il matrimonio e dopo la vittoria della Germania a Brasile 2014, sembrava un segnale sulla piega che la stagione stava perdendo. E invece, da allora Nico ha cominciato a perder pian piano un po’ di terreno. A differenza della concorrenza che, invece, non ha mollato la presa. Anzi. Hamilton, suo vero antagonista, domenica scorsa è riuscito a scippargli la testa della classifica. Mentre Daniel Ricciardo, l’outsider, anche se staccato, ha continuato a far bene. Dal GP di Germania a quello di Singapore, Rosberg ha messo insieme 73 punti, contro gli 80 di Hamilton e gli 83 di Ricciardo.

In questi due mesi Nico ha ingoiato vari bocconi amari. Innanzitutto il 4° posto in Ungheria con Hamilton, partito dalla pit-lane, 3° al traguardo. E poi l’errore, quando era in testa, costatogli la vittoria a Monza. In più, la sua condotta in pista non è sempre stata impeccabile, come dimostra la scorrettezza sul compagno di team nel GP del Belgio. Fatti ravvicinati, che sommati al ritiro di Marina Bay per noie al volante della sua Mercedes rappresentano bene questa fase della stagione del tedesco. Un po’ calante, certo. Ma pur sempre nel pieno della corsa per il titolo.

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