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20 novembre 2014

FERRARI-ALONSO, GAME OVER. ECCO IL GIORNO DI VETTEL

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Fernando Alonso dice addio alla Ferrari: il rapporto si chiude con due anni di anticipo rispetto alla scadenza del contratto (Foto Getty)

Si chiude con due anni di anticipo il rapporto tra la Scuderia e lo spagnolo . Poco meno di 100 gp insieme e un bottino modesto rispetto alle aspettative di entrambi. Errori di stretegia e sfortuna tra le cause di un divorzio annunciato

di Carlo Vanzini

Dopo cinque stagioni la storia d’amore tra Alonso e la Ferrari si interrompe bruscamente. Il divorzio, da settimane annunciato da Sky Sport adesso è reale, con tutto il suo fragore e le conseguenze di una F1 che cambia faccia. Poco meno di 100 gran premi insieme e un bottino modesto rispetto alle aspettative di entrambi. A parità di gare disputate, da inizio avventura in Ferrari, 11 vittorie per Alonso contro le 34 e i due titoli mondiali per Schumacher; 33 pole per il tedesco contro le 4 di Fernando. Numeri che Schumi ha poi ingigantito, restando in totale 11 stagioni e arrivando a 58 pole e 72 vittorie, oltre ad altri 3 titoli piloti.

Il matrimonio con Alonso avrebbe dovuto riaprire un ciclo, ma la forza Red Bull, il cambio delle regole e qualche errore hanno limitato la carriera in Ferrari dello spagnolo a numeri inferiori a quelli di Massa, uguale nelle vittorie, più basso nelle pole. Le fredde cifre ci parlano di un flop che avrebbe potuto avere invece una storia ben diversa nel 2010 e nel 2012, anni in cui Vettel ha vinto solo all’ultima gara.

Errori di strategia, sfortuna ed errori in stagione alla fine hanno relegato quello di Alonso con la ferrari a restare un sogno incompiuto. Le strade si separano per vincere altrove e dimostrare il suo valore indiscusso per Alonso, per trovare la stabilità di un progetto che richiede tempo, quanto non si sa, solo il tempo ce lo dirà, la Ferrari. Un divorzio annunciato perché ormai troppo incompatibili gli obiettivi. Da una parte la pressione e i mal di pancia costanti, per risultati che non arrivano, dall’altra l’esigenza a lavorare con calma e serenità per ritrovare la strada persa.

La Ferrari punta sulla rinascita tecnica, consapevole che nel momento in cui la macchina, vero problema, sarà competitiva, avrà alla guida piloti in grado comunque di lottare per il titolo, lo dimostra il 2008 quando lo stesso massa è stato campione del mondo per 30”, prima che Hamilton passase Glock all'ultima curva in Brasile. Alonso ha infiammato i tifosi con gare fantastiche con la cattiveria da animale di razza da corsa qual è, ma il feeling negli anni con la squadra ha perso spessore come in Mclaren nel 2007, vuoi perché se andava forte era merito suo e vuoi perché se andava piano era colpa della scuderia. Finisce così con due anni d’anticipo e la consapevolezza per entrambi di aver perso un’occasione o forse più di una.

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