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01 novembre 2014

Gomme e consumi, ad Austin si vince così

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Il circuito di Austin è per la terza volta sede del GP degli Usa (Foto Getty)

Sul circuito in cui si corre i l GP degli Usa , terz'ultima prova del Mondiale, la gestione degli pneumatici e del limite di carburante saranno fondamentali per portare a casa il successo. E attenti all'affidabilità

di Roberto Brambilla e Fabiano Vandone

Un tracciato nuovo. Che strizza l'occhio al passato. Il circuito delle Americhe di Austin, dove si corre il GP degli Stati Uniti, terz'ultima prova del Mondiale di Formula 1, è uno degli ultimi a essere diventato del Circus (nel 2012) ma è amato dai piloti per l'atmofera e per il disegno che ricorda in alcuni tratti alcuni tempi del motorsport. Ecco come si affronta e cosa potrebbe decisivo in Texas.

Il tracciato – Il circuito disegnato dal tedesco Hermann Tilke, lungo 5.513 metri, presenta 20 curve e tre rettilinei in cui si superano i 300 all'ora. Una pista “larga” che consente ai piloti di “osare", rischiando sempre qualcosa in più, anche per l'ampiezza della carreggiata e della via di fuga.

Cinque chilometri e mezzo con il primo e il terzo settore molto “guidati”. Con il T1 che parte con la curva in salita e cieca a sinistra (come una volta era a Zeltweg dopo il via e comprende la sequenza di curve 3-6, simile alla sequenza Maggotts, Becketts e Chapel di Silverstone in cui uno sbaglio può compromettere il continuo del giro. E il T3, che inizia dopo la curva 11 dove molti tenteranno di sorpassare, più lento ma altrettanto tecnico, in cui per andare bene serve l'abilità del pilota e un ottimo telaio per avere una monoposto più maneggevole.

Gomme, attenti alla gestione degli pneumatici -
A fare la differenza sarà per i team soprattutto una corretta gestione delle coperture. Nel 2014 la Pirelli ha deciso di portare in Texas mescole più morbide rispetto al 2013, scegliendo le medie e le morbide.

Oltre alle condizioni atmosferiche (variabilità e differenze di temperatura tra le sessioni) la sfida per le coperture sull'asfalto poco abrasivo di Austin sarà quella lanciata disegno voluto da Tilke; nel primo settore con molta energia scaricata sulla struttura del pneumatico e nella terza parte con la gomma che dovrà essere capace di assicurare aderenza alla monoposto in un tratto molto guidato. Nella parte centrale invece i lunghi rettilinei abbasseranno le temperature della gomma rendendo critiche , se non ritorneranno a essere "caldi", le staccate e l'inserimento nelle curve veloci.

Power unit, consumo e affidabilità prima di tutto – Il circuito texano è impegnativo per il comparto motore. Nei primi due settori a essere sollecitata è la parte termica con il motore che lavora vicino al limite massimo di giri, mentre nel T3 più tortuoso a essere messa sotto stress è la parte elettrica con il sistema di recupero energia a pieno regime.

Il problema per le monoposto a Austin sarà però soprattutto arrivare al termine della gara. Con i componenti già usurati da molte gare l'affidabilità diventa una preoccupazione per tutti, a partire dalla Mercedes. E piloti e tecnici avranno a Austin un'ultima preoccupazione, quella come a Sochi di mantenere il consumo di carburante al di sotto dei 100 km, il limite consentito dai regolamenti, pena la squalifica come accadde a Daniel Ricciardo nella prima gara in Australia.

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