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29 ottobre 2014

Hill e Andretti, quando gli americani vincevano anche in F1

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1961, Monza: Phil Hill su Ferrari vince il Gp d'Italia e si laurea campione del mondo (Getty)

Sono solo due i piloti statunitensi ad avere trionfato nel Mondiale di Formula 1: Phil Hill su Ferrari nel 1961 e Mario Andretti su Lotus nel 1978, in epoche differenti in termini di aerodinamica e motore. Entrambi divennero iridati a Monza

di Lorenzo Longhi
Phil Hill e Mario Andretti, poi il vuoto: il made in Usa, in Formula 1, ha prodotto appena due campioni del mondo su circa 140 piloti. Poco, in assoluto, nonostante negli States il Circus debba vedersela con la passione per le ruote coperte, un rivale non da poco.

Epoche.
Hill e Andretti hanno vinto a 17 anni di distanza: 1961 il primo, 1978 il secondo. Ere geologiche differenti, in termini di aerodinamica, pneumatici e motore, ma entrambi divennero iridati a Monza: Hill su Ferrari, vincendo il Gp, Andretti su Lotus, arrivando sesto al termine di una corsa tragica, che portò alla morte del suo compagno di squadra, Ronnie Peterson.

Born in… Italy.
Poco cambia che Andretti fosse nato in Istria quando, nel 1940, la regione faceva ancora parte del Regno d'Italia: a tutti gli effetti era diventato cittadino americano, e dopo di lui nessun pilota statunitense ha trionfato in un Mondiale di F1. Per la verità, dopo Andretti, non è che si siano affacciati al Circus americani di talento: non lo era il pur costante Eddie Cheever, "L'americano de Roma", il pilota statunitense con il maggior numero di Gp in F1, non lo era il figlio di Mario, Michael Andretti (in McLaren con Senna nel 1993), meno che mai Scott Speed, l'ultimo pilota a stelle e strisce, in Toro Rosso nel 2006 e nel 2007. Il quale, silurato a 7 gare dal termine dell'annata 2007, fu rimpiazzato da un 19enne tedesco: tale Sebastian Vettel.

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