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08 gennaio 2015

F1 2015, una stagione senza (il) numero uno

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Nel 2015, per la prima volta dal 1994, non ci sarà una vettura con il numero 1 sulla griglia (Foto Getty)

Il Mondiale che inizierà il 15 marzo in Australia avrà una caratteristica particolare: dopo la rinuncia di Lewis Hamilton nessuno correrà con il simbolo del campione iridato. Una circostanza rara, ma non unica nella storia. Ecco i precedenti

Deve essere una moda. O forse più semplicemente una questione di marketing. Dopo il due volte vincitore della MotoGP Marc Marquez e il campione del mondo Turismo José María López (che conserverà il numero 37) anche Lewis Hamilton iridato della stagione 2014 di F1 ha deciso di mantenere nel 2015 il suo numero di gara, il 44, rinunciando all'”1”, tradizionalmente destinato a chi ha vinto il campionato piloti precedente. Un griglia senza numero uno che in 65 anni di F1 è stata rara, a differenza del Motomondiale. Ma non unica.

Lewis, tutta colpa dei numeri “fissi” - Il 2015 senza l'1 è figlio della rivoluzione voluta da Bernie Ecclestone nel 2014. Con ogni pilota che può scegliere un numero di gara tra il 2 e il 99 e mantenerlo per il resto della sua carriera. E il campione del mondo, l'unico che ha la possibilità ( e non l'obbligo come in passato) di utilizzare il numero uno. Come ha fatto Vettel l'anno scorso e come invece ha rinunciato a fare Hamilton per il 2015, preferendo il 44, le due cifre che portava sul suo kart da ragazzo e che ha anche tatuato sul collo.

1993 e 1994, un biennio da “zero” – Per vedere una F1 orfana del numero uno bisogna tornare indietro di più di 20 anni. Alla fine del 1992 il campione del mondo uscente Nigel Mansell si ritirò (temporaneamente) per correre nella IndyCar lasciando “libera” la vettura numero 1 alla Williams (oltre alla monoposto dell'italiano Riccardo Patrese).

Alla scuderia inglese arrivarono Alain Prost e Damon Hill con il britannico che non potendo prendere l'1 (come per esempio era successo nel 1974 con il campione mondiale ritirato Jackie Stewart e Ronnie Peterson) scelse lo 0, secondo nella storia dopo Jody Scheckter nel GP Canada del 1973.

Una situazione, quella del 1993, che si ripeté l'anno successivo. Con Alain Prost, iridato che lasciò la F1 da campione e Hill, affiancato da Ayrton Senna, che corse con lo 0, arrivando secondo nel Mondiale dietro Michael Schumacher.

Per poche gare, non per un campionato – Prima del 1993 non avere una “numero 1” in griglia era stata una rarità durata poco tempo e legata a episodi eccezionali. Come nel 1975 quando il campione del mondo uscente Emerson Fittipaldi non corse il GP di Spagna per protesta, o come quando nel 1976 la Ferrari numero 1 di Niki Lauda “scomparve” per poco più di un mese per l'incidente dell'austriaco al Nürburgring o come nel 1982 quando l'iridato Nelson Piquet fallì la qualificazione per un problema tecnico nel GP degli Stati Uniti-Est e la gara partì senza la sua Brabham.

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