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30 gennaio 2015

Ferrari, dalla F14T alla SF15T: non è cambiata solo la sigla

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Maranello, tutto ormai pronto per la nuova stagione di F1

L'ANALISI. A Maranello è nuovo tutto ciò che ruota attorno alla monoposto svelata da poche ore e pronta ad affrontare la stagione 2015 . Con bel altro spirito rispetto al passato. LA SCHEDA

di Lucio Rizzica
Dalla F14T alla SF15-T non è cambiata solo la sigla che dà il nome alle ultime due monoposto partorite a Maranello ma è cambiato tutto ciò che ruota intorno alla nuova nata, pronta ad affrontare la stagione 2015 ma con bel altro spirito rispetto al passato.

La SF15T è infatti la prima Ferrari della gestione Arrivabene, concepita inizialmente col vecchio gruppo, comunque molto figlia di James Allison, passata attraverso l’occhio attento ed esperto di Rory Byrne. E’ una  macchina chiamata ad aprire un nuovo ciclo, affidato a uomini chiave nuovi di zecca e per questo molto motivati e decisi a mettere nel minor tempo possibile la firma su un a breve termine competitivo e presto vincente.

La Ferrari, che già parte da una solida base di affidabilità, deve oggi inseguire la prestazione e ricucire in fretta il gap che la separa dagli avversari. La red revolution parte da un profilo elegante e accattivante, rossa brillante e curatissima nel dettaglio e nelle cornici nere. La nuova SF15T è dolcemente aggressiva al primo impatto. E’ stata pensata, ripensata, ridisegnata per essere nuovamente e velocemente parte della storia.

Il tocco di passato sta tutto nel posizionamento molto visibile dello storico marchio Alfa Romeo, che sovrasta ma non mette in ombra né gli sponsor  tantomeno il logo Haas. Tecnicamente la macchina è stata disegnata molto dai nuovi regolamenti che prevedono all’anteriore un muso più allungato e più basso, che abbandona dunque il muso tozzo a formichiere ma trova pance un po’ più strette e meccaniche più compatte. Una macchina sicuramente più filante. Spinta da un motore quasi rifatto (all’interno delle concessioni regolamentari) e sorretta da ali e da sospensioni anteriori già sperimentate. Si è molto lavorato sul retrotreno, sulle prese d’aria e sugli ingombri del cofano motore, cercando un posizionamento più razionale della power unit. Rispetto allo scorso anno si è lavorato su turbina e sistema di raffreddamento cercando un posizionamento più tradizionale dell’intercooler per riguadagnare quella potenza sacrificata nel 2014 portandolo all’interno della V motore.

La sfida è lanciata e a capo dell’armata che vuol tornare invincibile c’è Maurizio Arrivabene, per il quale questa nuova monoposto è terribilmente sexy. Perché è una bella macchina, da fischiarle dietro  e girare il capo al solo vederla passare. La nuova Ferrari presto andrà in pista per i primi test e sicuramente cambierà ancora tanto prima dell’inizio del campionato e nel corso della stagione. Aerodinamica, telaio, motore restano aree di lavoro in progress. Ma è evidente che quella presentata oggi non è soltanto una formula uno quanto piuttosto il nuovo simbolo della casa madre cui è affidato un rilancio, una rimonta, l’affermazione.

La coincidenza beneagurante è il rivedere un tedesco a Maranello, già campione del mondo per quattro volte, sereno e desideroso di essere il punto di riferimento di una nuova storia tutta da scrivere inseguendo nelle sue intime suggestioni ‘corsi e ricorsi storici’ già vissuti nell’era Schumacher. Ma è tutta l’atmosfera intorno alla SF15T ad apparire diversa: il sorriso convinto di Sebastian Vettel ma anche e soprattutto di Kimi Raikkonen. Mai così raggiante.
La SF15T è davvero bella. Ora l’importante è che si dimostri anche vincente…

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