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13 marzo 2015

Ha la tuta di Ericsson, ma è Van der Garde: caos a Melbourne

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L'olandese è in causa con la Sauber, che lo ha lasciato senza macchina nonostante un contratto firmato. La Corte d'Appello gli ha dato ragione e lui, indossata la tuta del collega, è entrato nella C34. Ma non ha la superlicenza e il suo GP è a rischio

C'è un "caso Van der Garde – Sauber" in Formula 1 e durante le libere di venerdì, a Melbourne, è stato scritto un altro capitolo. L’olandese ex Caterham, senza superlicenza, è arrivato  al circuito ma è stato lasciato perché non provvisto di un pass ospiti; è però riuscito, con sentenza della Corte di Victoria alla mano e indossata la tuta del collega Marcus Ericsson, ad introdursi nel box della scuderia e salire sulla C34.

Sulla C34 - Nello stupore generale, i meccanici gli hanno sistemato vettura e sedile, ma lui non è mai sceso in pista. Tutto l’equipaggiamento del team potrebbe essere messo sotto sequestro e la boss Monisha Kaltenborn arrestata per truffa per aver fatto firmare a quattro piloti il medesimo contratto in modo da carpirne soldi e sponsor. Ma è solo un rumor, così come quello che vorrebbe Van der Garde mente di questa manovra ai danni della squadra solo per farla fallire e favorire l’acquisto da parte dei suoi patrocinatori. Voci e nulla più.

La vicenda - Ma qual è l'antefatto? Il pilota olandese è in causa con la scuderia svizzera, rea di averlo lasciato a piedi per la stagione 2015 nonostante un contratto firmato. Gieldo rischia di non prendere parte alla prima gara della stagione perché sprovvisto della superlicenza, ora l'ostacolo numero uno affinché possa scendere in pista. 

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