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28 maggio 2015

La Ferrari come la Juve: il collettivo per battere le stelle

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La forza del gruppo per ridurre le distanze dalla Mercedes. E' quello che sta cercando di fare la Scuderia di Maranello , un po' come i campioni d'Italia del pallone , che sfideranno i fuoriclasse del Barcellona nella finale di Champions League

di Mara Sangiorgio
La Ferrari come la Juve. Facile, in questi giorni, aspettando Berlino, fare analogie. Ma a usare le parole stelle e collettivo è stato ancora una volta lui, Maurizio Arrivabene. Uno che le due realtà non solo le conosce ma le vive quotidinamente. A Montecarlo il suicidio strategico della Mercedes con Hamilton ha permesso a Vettel di salire sul secondo gradino del podio, ma soprattutto dimostrato un'altra volta che nonostante una macchina perfetta, anche le stelle possono sbagliare.

Hamilton arriverà in Canada ancora più carico, agonisticamente e nervosamente parlando. Il che potrebbe ulteriormente ritorcersi contro di lui. O almeno ci spera la Ferrari che vuole sfruttare ogni piccola debolezza o passo falso dei tedeschi. Le strade del Principato hanno evidenziato una volta di più i limiti della rossa: telaio, carico aerodinamico e trazione. Limiti prevedibili ripensando anche alla Ferrari del 2014. Di certo non risolvibili in pochi mesi.

Ma il gruppo c'è, e anche una monoposto che con caldo e sole sa sfruttare al meglio condizioni e gomme Pirelli. A Montreal anche il motore tornerà a essere fondamentale. E così la Ferrari potrebbe utilizzare la terza power unit aggiornata e maggiorata, da ruotare poi con le altre in base alle piste e alle diverse esigenze. E' un tentativo di attacco. E' una Ferrari che non è alla stessa altezza.

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