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20 agosto 2015

Il Mondiale fa tappa a Spa: appuntamento con la storia

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SUT

Quella del Belgio è una pista per duri, una pista vera dove si va forte, molto forte. Fin dalle origini la velocità è stata la sua missione. Un obiettivo chiaro: spingere al massimo qualsiasi mezzo meccanico a due o quattro ruote si cimentasse sulle Ardenne

La pista di Spa nasce negli anni '20 sulle strade delle Ardenne, colline boscose tra Belgio e Lussemburgo, tristemente famose a causa della Grande Guerra. Non si tratta di una circuito permanente, ma di un tracciato stradale di forma simil-triangolare di 14km, che collega alcuni paesini adagiati sulle nebbiose colline: Francorchamps, Malmedy, Stavelot, nomi entrati nella leggenda del motorsport.

 

La Formula 1. Sul "lungo" di Spala Formula 1 ha corso da sempre. Dal 1950 al 1970 i cavalieri del rischio hanno gareggiato a velocità pazzesche tra case, marciapiedi, alberi, girando a medie incredibili. I dati delle pole position parlano chiaro: 1950 Fangio su Alfa Romeo a oltre 180 km/h di media, 1960 Brabham su Cooper a oltre 220, 1970 Stewart su March a oltre 240. E' troppo. Nel '70 i piloti dicono "Basta!". Non ha più senso rischiare la pelle senza aver la minima possibilità di uscire vivi al primo errore o guasto meccanico.

 

Il "corto". Le monoposto di F1 ritornano a Spa nel 1983 dopo il lungo esilio passato tra Nivelles e Zolder, che si è portata via nel 1982 l'idolo di molti (forse tutti) Gilles Villeneuve. I piloti degli anni '80 trovano un tracciato profondamente cambiato, ma non snaturato. La sfida della velocità si tiene ora (e da lì in poi con poche modifiche) su un circuito accorciato a 7km con 20 curve. E' rimasto comunque il tracciato più lungo del Mondiale con rettilinei alternati a curvoni da paura, dove il cuore ed il piede fanno ancora la differenza.

 

Com'è fatto. Il primo tratto arriva fino al rettilineo del Kemmel. Subito dopo il via il tornante della Source, stretto imbuto lentissimo, porta le vetture giù alla terribile compressione dell'Eau Rouge (in 240 metri il dislivello è di 24, come un palazzo di 7 piani), una sinistra/destra che risale di colpo per piegare poi a sinistra nel Raidillon. Il secondo tratto è il misto-veloce che va da Les Combes a Stavelot passando per Malmedy e Pouhon, curve che sono la storia del motorsport. Il terzo settore, nuovamente velocissimo, porta da Stavelot - dove si arriva in pieno in quinta marcia - al traguardo, passando per Blanchimont, altro curvone da fare a tutta velocità dopo esserci arrivati in sesta marcia a 300km/h… Quindi frenatona, s del bus stop e traguardo.

 

La pista dei campioni. Il re di Spa, che lo ha visto debuttare in F1 nel '91 con un settimo posto in griglia, è Michael Schumacher: 6 vittorie. Senna si è fermato a 5, Clark a 4. I tre nomi dicono tutto: si tratta di fenomeni assoluti. Tra i piloti in attività si può affermare con certezza che questa sia la pista di Kimi Raikkonen: 4 vittorie lo collocano tra i grandissimi e sulle Ardenne non si vince (e rivince) per caso. Arrivasse la quinta vittoria questa settimana, sarebbe leggenda.

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