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21 settembre 2015

Vettel, una rivoluzione rossa: così ha cambiato la Ferrari

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Vincere tre gran premi all'esordio con la Scuderia di Maranello non è cosa da poco e lo ha fatto già entare nella storia del team. In passato ci sono riusciti Fangio, Schekter, Arnoux e Schumacher nel 1996. E ora arriva Suzuka

 

di Antonio Boselli

Sebastian Vettel tra passato, presente e futuro. La vittoria di Singapore, per come è arrivata, dà un senso un po' diverso alla stagione della Ferrari. Facendo un viaggio nel passato ferrarista, conquistare 3 gran premi al debutto non è cosa da poco.

I precedenti - Ci sono riusciti Fangio e Schekter, poi capaci anche di vincere il titolo mondiale, Arnoux e Schumacher nel 1996. La suggestione con Schumi si riaccende, ma in questo caso non solo per le similitudini evidenti tra i due. Allora come oggi sembra che attorno al pilota stia nascendo un nuovo ciclo.

La lezione del passato - Ed è questa forse la lezione più importante che si impara dal passato perché c'è chi ha vinto di più al debutto come Alonso e Prost con 5 vittorie ma con un titolo Mondiale sfumato all'ultimo e soprattutto una squadra che non fu mai del tutto vincente. Caso anomalo, e non poteva essere diversamente considerando il personaggio, quello di Kimi Raikkonen, il più vincente al debutto in rosso con 6 successi e il titolo mondiale. Ma anche qui un ciclo che non si è mai aperto, complice anche un regolamento tecnico che nel 2009 stravolse completamente le gerarchie.

La Ferrari che verrà - Se il passato e il presente sono chiari, più difficile prevedere il futuro. A suzuka dovremmo ritrovare una Mercedes competitiva: i 49 punti di vantaggio di Hamilton sono una montagna difficile da scalare. Ma vettel è l'uomo dei record e se in pochi mesi è riuscito a cambiare il volto della Ferrari, perché non sognare che l'impossibile diventi possibile?

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