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30 ottobre 2015

GP Messico '92, il primo passo di Schumi verso la leggenda

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Pod

Nel 2015 il GP del Messico è tornato nel calendario della F1 dopo 23 anni. Gli ultimi a festeggiare erano stati Mansell, Patrese e soprattutto Michael Schumacher, terzo e al primo podio in carriera (Getty)

Ventitré anni fa nell'ultima gara sul circuito intitolato ai fratelli Rodriguez prima del ritorno nel 2015, il tedesco della Benetton conquistò il terzo posto. Un podio, il primo in carriera, che diede il via a una stagione da incorniciare e alla carriera da fenomeno di Michael

Un podio. Il primo di 155. L'ultima volta che la Formula 1 aveva fatto tappa in Messico, nel 1992 Lewis Hamilton, neocampione del mondo e il ferrarista Sebastian Vettel erano due bambini, Kimi Raikkonen quasi un adolescente e qualche protagonista del Circus 2015 non era neppure nato come Max Verstappen. Quella gara però è passata alla storia per l'"entrata in scena" di uno dei più grandi della storia della F1: Michael Schumacher. Il pilota tedesco allora alla Benetton conquistò il terzo posto e il primo podio in carriera, aprendo una stagione in cui avrebbe iniziato a stupire il mondo.

Una primavera con la “nebbia” – Un GP, quello del Messico, rimesso in calendario nel 1986 che in quell'anno era programmato a fine marzo, come secondo appuntamento stagionale, dopo il debutto in Sudafrica. Una gara che si disputa dopo un periodo movimentato per Città del Messico. Con l'inquinamento a livelli record che aveva rallentato i lavori di ristrutturazione dell' "Autodromo Hermanos Rodriguez”, richiesti dalla FIA per rendere più sicuro il tracciato e soprattutto la Peraltada, la pericolosa curva che portava al rettilineo finale.

 

La seconda fila di Schumi e il “botto” di Senna – Il week end di gara comincia con due dati: la superiorità delle Williams della coppia Mansell-Patrese e l'incidente a Senna, con il brasiliano che come nel 1991 esce di pista nelle libere, va in testacoda e sbatte contro le barriere ma nonostante un infortunio prende parte alle qualifiche. Prove ufficiali dove Schumacher, sulla sua Benetton-Ford impressiona. Il 23enne, al debutto su un circuito impegnativo come quello centroamericano prende quasi un secondo dal poleman Mansell ma distanzia di 1.396 s il compagno di squadra Martin Brundle che lì aveva corso ben sei volte.

 

Michael-Ayrton, incontri ravvicinati – Al semaforo verde Mansell e Patrese  scattano dal via e cominciano la loro gara solitaria che li porterà a fare doppietta (la seconda su due gare) infliggendo distacchi ampi al resto del gruppo. Schumacher, nonostante sia solo all'ottavo GP, conduce una gara da “veterano”. Parte bene, lotta per il terzo posto con Senna prima (il brasiliano lo supererà, rallenterà e si dovrà ritirare per un guasto dopo 11 giri) e con Martin Brundle poi, conquistando e difendendo una posizione che sotto la bandiera a scacchi guadagnerà con 12 secondi sul quarto, Gerhard Berger su McLaren.

 

 

1992, il meglio doveva ancora venire – Quel podio messicano segna l'inizio della prima vera stagione da protagonista di Schumacher. A fine campionato il tedesco finirà terzo nel Mondiale a tre punti da Patrese secondo e mettendo insieme otto podi, conquistando nel GP del Belgio anche la prima vittoria delle sue 91 in F1.

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