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22 gennaio 2016

Ferrari, tira aria buona: chiamatelo "effetto Vettel"

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E' un po' come ai tempi di Schumacher a Maranello. Sarà per la carica arrivata con le parole del presidente Marchionne, che si aspetta una Rossa subito vincete, ma è soprattutto per la certezza di avere nel team un campione unico come Seb

di Antonio Boselli

L'aria in casa Ferrari oggi è simile a quella che si respirava nell'era Schumi. Saranno le parole del presidente Marchionne che si aspetta una Rossa vincente già alla prima gara in Australia, saranno le tre vittorie del 2015 che fanno sognare i tifosi. Ma, forse, l'elemento che più genera ottimismo è la presenza di Sebastian Vettel.

Senza togliere nulla alla direzione tecnica della rossa che ha posto le basi per tornare a vincere, il pilota tedesco ha ridato al team una forza e una serenità propulsori di ottimismo e fiducia, come e più dei cavalli della Power Unit. Dal primo giorno in cui Vettel ha messo piede a Fiorano, attorno a lui è germogliato un grande spirito di squadra.

Le ragioni non risiedono in gesti eclatanti ma nel lavoro, nella disciplina, nella passione e nell'educazione di questo pilota. C'è voluto un periodo di ambientamento, ma quella determinazione assoluta di vincere con la rossa, comun denominatore con tutti gli uomini del cavallino, ha cementato una squadra alla vigilia di una stagione che si preannunica molto intensa. Vettel è consapevole che un titolo con la ferrari vale forse quanto i quattro conquistati con la Red Bull, se ne è accorto nel 2015 quando sono bastate tre vittorie per entrare nel cuore di milioni di tifosi. Ma a lui e alla Ferrari non basta, bisogna vincere quel titolo mondiale perche l'aria a maranello non sia solo simile ma la stessa dell'era Schumi.

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