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10 febbraio 2016

La F1 scalda i motori: Ferrari e Mercedes in prima fila

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GRIGLIA DI PARTENZA. Il 20 marzo scatta il Mondiale 2016: l'uomo da battere resta Hamilton, alle sue spalle Vettel cerca la consacrazione. Attenzione anche a Williams e McLaren

di Carlo Vanzini

PRIMA FASCIA
Hamilton (Mercedes)
Ha la forza dei due titoli consecutivi conquistati, non ha nulla da perdere e per forza di cose è l'uomo da battere. In caso di parità di prestazioni con gli avversari ha dalla sua la forza del corpo a corpo.
Vettel (Ferrari)
La Rossa dovrebbe garantirgli un balzo in avanti enorme, che lo porterebbe a lottare per il Mondiale. Solido in qualifica è pronto per la grande stagione della consacrazione. Strano a dirlo per uno che comunque ha già vinto 4 titoli.
Raikkonen (Ferrari)
Ultimo anno di contratto con Ferrari e forse di F1. Dipende da lui confermarsi e dipende sempre molto dalle prime gare. Se parte forte si candida anche lui a un ruolo da protagonista.
Rosberg (Mercedes)
Rischia di aver perso l'occasione della vita due stagioni fa, quando se la poteva giocare con Hamilton. Questo potrebbe pesare sulla sua testa, ma guida pur sempre una grande macchina. Adesso o mai più, sperando per lui che non sia troppo tardi.

SECONDA FASCIA

Williams
Ha la stabilità del gruppo, anche se con meno risorse degli altri, e la forza dell'esperienza. Massa è pur sempre garanzia di continuità e velocità, Bottas è chiamato all'anno della maturità. Sa che può sempre esserci la grande chiamata in Ferrari, non deve fallire.
McLaren

I giapponesi sono fiduciosi di avere per le mani un salto bestiale in avanti di prestazioni con la PU Honda. Se così sarà non scoprimmo certo oggi che ha anche due piloti in grado di fare la differenza e con tanta, ma tanta fame di rivincita.
Force India
Pochi mezzi ma sempre grandi idee e Hulkenberg e Perez sempre competitivi. È sempre lì tra qualche acuto e momenti difficili. È una garanzia.
Red Bull
Grande incognita resta il motore Renault, marchiato TAG. Ricciardo e Kvyat sono due piloti di sicuro talento, ma forse è la squadra con le maggiori incognite e il rischio di depressione se dovesse ripetersi il 2015 a livello di prestazioni. Da loro ci si può attendere di tutto.
Haas
È la nuova squadra e quindi tutta da scoprire. Ha due punti forti di partenza, la power Unit Ferrari e l'esperienza dei due piloti, di Grosjean in particolare. Obiettivo entrare a punti e il potenziale c'è, rischia di pagare lo scotto della prima volta. Bob Taylor, direttore tecnico ex Jaguar ha esperienza, ma c'è pur sempre da costruire una squadra nuova.
Toro Rosso
Verrebbe da metterla anche più su in griglia visto il 2015. C'è però l'incognita power Unit che è si Ferrari, ma 2015. Questo ha costretto James Key a rivedere il posteriore della macchina e ovviamente tutti gli equilibri aerodinamici del caso. Se riuscirà a stare molto avanti allora non capiremo perché ancora nessun team se lo è assicurato. Verstappen è in rampa verso Maranello, Sainz quest'anno vorrà stare meno a guardare. Ci sarà da divertirsi...

TERZA FASCIA
Renault
Quanti punti di domanda, almeno per ora, per il ritorno ufficiale del team che ha vinto i mondiali solo con Alonso nel 2005 e 2006. Due piloti giovani. Da riscoprire Magnussen e da scoprire Palmer. La macchina potrebbe essere in ritardo perché fino a poco tempo fa montava un motore Mercedes, adesso torna alla PU peggiore del 2015, ma l'impegno ufficiale fa sperare che i problemi possano diventare presto solo un ricordo. Per ora è da terza fascia, ma con tanto potenziale.
Sauber
Motore Ferrari 2016 e questo è un punto di forza. Deve partire con il turbo appunto per mettere fieno in cascina come nel 2015, ma ha davvero pochi mezzi e nel 2015 non ha mai praticamente sviluppato. Vedremo.
Manor
Resta per ora in fondo, convinti però che potrebbe restarci ancora per poco. Ha motore Mercedes, retro treno Williams, ha ingaggiato Luca Furbatto, Tombazis, Pat Fry come ingegneri di assoluto livello e ha annunciato l'ingaggio di Wehrlein, pilota di marca Mercedes. Giovane e talentuoso, ha vinto il DTM a 21 anni, nessuno come lui. Ci aspettiamo grandi cose e non può essere altrimenti considerando i distacchi 2015, abissali, ma giustificati. Adesso l'aspettiamo quantomeno nel gruppo a lottare.

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