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05 marzo 2016

Dai giri illimitati all'eliminazione, così è cambiata la pole in F1

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Ecco come sono cambiate, nel tempo, le qualifiche in Formula 1 (Getty)

La Fia ha approvato un nuovo sistema per le qualifiche del sabato. Dal format in vigore nei primi anni '90 (due sessioni da un'ora) a quello appena varato, sono state diverse nel corso del tempo, le modifiche per la determinazione della griglia di partenza: ecco quali

di Jacopo Rubino

Per parecchio tempo le qualifiche consentivano giri illimitati, come fossero prove libere. Fino al 1995 si disputavano due sessioni da un'ora, una al venerdì e una al sabato. Il miglior tempo ottenuto da ogni pilota nei due giorni determinava la griglia di partenza.

 

Fino al 1992, al venerdì i team più piccoli erano costretti ad affrontare le prequalifiche, visto l'elevato numero di iscritti a fronte di un limite di 26 auto al via. Chi restava escluso terminava subito il proprio weekend. Dal 1993 in ogni sessione venne fissato un massimo di 12 giri. Di solito corrispondevano a 4 tentativi, visto che si conteggiavano anche i giri di entrata e uscita dai box. Dal 1996 venne eliminata la qualifica del venerdì, e introdotta la regola del 107%. Non ci sono state variazioni fino alla fine del 2002. Questo sistema piaceva molto ed ancora oggi è spesso rimpianto. Tuttavia, di solito nella prima mezz'ora non usciva in pista quasi nessuno, ad eccezione delle scuderie più lente.

 

Giro secco (2003-2005). Dal 2003 venne introdotta la qualifica su giro secco (ispirata alla Superpole inventata dalla Superbike), divisa in due giornate. Al venerdì l'ordine di uscita corrispondeva alla classifica di campionato, partendo dal leader. Al sabato il primo a uscire era invece il più lento del giorno prima, e così a salire. A determinare la griglia erano solo i tempi del sabato, quando si doveva utilizzare il carburante necessario per la prima parte di gara. Le prestazioni erano molto influenzate da questo fattore, rendendo a volte difficile capire chi fosse davvero il più forte.

 

Nel 2004 la sessione del venerdì venne spostata al sabato. La qualifica divenne in pratica lunga due ore, perché subito dopo iniziava la seconda parte, quella decisiva (sempre con il pieno di benzina). Nel 2005 si tornò a due sessioni distinte. La prima era il sabato pomeriggio, la seconda la domenica mattina (dopo l'abolizione del warm-up nel 2003, in quel momento del weekend si lamentava un vuoto per il pubblico). La classifica questa volta veniva determinata dalla somma dei due tempi ottenuti da ogni pilota. Il sistema si rivelò però subito noioso e poco intuitivo, e dopo appena 6 GP venne modificato. Dal GP d'Europa al Nurburgring rimase soltanto la sessione del sabato. L'ordine di uscita dei piloti era inverso alla classifica della gara precedente. È quindi già esistito un esempio di cambiamento delle qualifiche a stagione iniziata.

 

Sistema a eliminazione (Q1, Q2, Q3) - Dal 2006 si passò al formato diviso in Q1, Q2 e Q3 che nel suo spirito è rimasto immutato. Le uniche variazioni hanno riguardato la durata dei segmenti o il numero di piloti esclusi dopo Q1 e Q2, in base al numero di iscritti. Fino al 2009, chi partecipava alla Q3 doveva imbarcare la benzina necessaria a disputare la prima parte di gara. Proprio nel 2009, addirittura, la FIA comunicava pubblicamente i carichi di benzina. Dal 2010, cancellati i rifornimenti, si gira con il minimo carburante indispensabile.

 

Si può dire che il sistema a eliminazione sia stato inventato in Formula 1. A titolo di curiosità, il suo debutto avvenne al GP del Bahrain (nel 2006 il primo in calendario), e vide la Ferrari monopolizzare la prima fila con Schumacher in pole e Massa secondo. Il format negli anni è stato più o meno ripreso da vari campionati, con opportune variazioni. Attualmente ne fanno uso, tra le principali serie internazionali: DTM, WTCC, IndyCar (sui circuiti non ovali), TCR, ma anche MotoGP e Superbike.

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