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13 marzo 2016

Renault e non solo: il team è di "figli d'arte"

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Nel Mondiale 2016 il team Renault avrà in pista una coppia di piloti, Kevin Magnussen e Jolyon Palmer, i cui padri entrambi hanno corso in F1, un caso raro ma non unico

Il Mondiale 2016, al via il 20 marzo in Australia, vedrà alla partenza la scuderia francese, con una coppia di piloti, Palmer e Magnussen, dal passato illustre: i due padri infatti hanno corso entrambi in F1. Un caso raro ma che ha qualche precedente importante

di Roberto Brambilla

“Figlio di...”. In Formula 1, soprattutto negli ultimi anni, non sono rari i casi di piloti che hanno uno dei genitori che ha gareggiato nel Mondiale. Esempi? Il vicecampione del mondo Nico Rosberg e la sorpresa del 2015 Max Verstappen. Molto meno frequente il caso di due "figli d'arte" che corrono insieme, cioè nella stessa scuderia, come accadrà nel 2016 con la Renault di Kevin Magnussen e di Jolyon Palmer. Una coppia nuova di zecca, che ha qualche precedente famoso nella storia della F1.

 

Kevin-Jolyon, il rientrante e il rookie – La Renault di nuovo in Formula 1 ha puntato su un duo giovane con il motorsport nel Dna. Da un lato Magnussen, che dopo un anno nel 2014 da titolare in F1 era stato “retrocesso” a collaudatore della McLaren, ha preso il posto di Maldonado e cercherà di migliorare ancora il rendimento di papà Jan, solo un punto in tre stagioni tra McLaren e Stewart. Dall'altro lato il 25enne Palmer, campione GP2 nel 2014 che sulla vettura francese seguirà le orme in F1 di papà Jonathan (nella foto con Jolyon), medico e pilota, con sei campionati all'attivo tra il 1983 e il 1989 e un quinto posto nel 1987 a Montecarlo con la Tyrrell.

Rosberg-Nakajima, la strana coppia Williams – Nico, l'etichetta del “figlio di..” se la porta dietro fin dalle categoria minori. Non importa se ha vinto più GP ma meno Mondiali (uno a zero) di papà Keke, iridato con la Williams nel 1982. E nel biennio 2008-2009, proprio alla scuderia inglese, Nico non era il solo che ai box aveva un ex pilota come genitore. In quell'anno suo compagno era l'allora 23enne "meteora" Kazuki Nakajima. A punti all'esordio da titolare in Australia, ma pochi lampi in due anni di Circus. Molto peggio di papà Satoru, il primo giapponese in servizio permanente in F1 che a Silverstone, nel 1987, strappò anche un quarto posto posto sulla Lotus dietro al compagno di squadra Ayrton Senna.

Hill-Villeneuve, campioni e non solo “figli di...” - Nel 1996, era stata sempre la scuderia di sir Frank a portare in F1 l'erede di Gilles. Villeneuve jr si trovò fianco a fianco con Damon, figlio di Graham, campione del mondo nel 1962 e nel 1968. I due quell'anno diedero battaglia con Hill jr iridato davanti al canadese che il titolo lo vincerà, senza Damon in squadra, nel 1997. Nessuno dei due potrà festeggiare con i rispettivi padri, entrambi scomparsi in circostanze tragiche quando loro erano poco più che bambini.

Verstappen-Sainz, un duo (quasi) speciale – Se dovessimo considerare il motorsport e non solo la F1, il campionato 2016 avrebbe un'altra scuderia di “figli d'arte”, la Toro Rosso. Dal 2015 infatti corrono insieme Max, ultimo di una dinastia di piloti che ha visto papà Jos correre 106 volte nella massima categoria (con due podi) e Carlos che porta lo stesso nome del padre che in F1 non ha mai corso, ma che ha vinto 2 mondiali rally e una Parigi-Dakar nel 2010.

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