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30 marzo 2016

GP Bahrain rewind: nel 2008 la storica pole di Kubica

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Otto anni fa un ragazzo di Cracovia mise in griglia la sua Sauber-BMW davanti a tutti. Velocissimo, simpatico e schietto. Il polacco "quasi italiano" non ha avuto la fortuna che si meritava. O forse sì?

Robert Kubica, classe '84 da Cracovia, Polonia, di quella velocità naturale che fa la differenza tra uno che va "solo" forte e uno che è veramente un talento, è straordinariamente dotato. Non ci sono dubbi. Da ragazzino vince tutto sui kart nel suo paese e quindi emigra alla ricerca di avversari da battere nella patria del karting da competizione, l'Italia. Alto, magro, capelli radi, piede pesantissimo e una simpatia contagiosa grazie anche a uno slang italo-polacco irresistibile e con pochi filtri, perchè Robert quello che pensa, dice. Senza problemi.

Il primo volo - I kart, dove è un vincente (primo straniero nell'albo d'oro del nostro Paese), sono un trampolino di lancio per le serie propedeutiche by Renault e poi finalmente per il campionato continentale F3. Quando tutto è pronto per il debutto, ecco un gran botto stradale il Polonia con tanto di cappottamento dal quale esce con un braccio a pezzi,  poi miracolosamente salvato dalla chirurgia italiana. Niente paura, metà campionato 2003 è perso ma appena il nostro mette le ruote in pista gli altri se li mette tutti dietro. Lo spilungone fa sul serio e nel già nel 2005 è campione Formula Renault 3.5 dove i cavalli cominciano ad essere tanti.

Il podio di casa - La vittoria in Formula Renault vale un test con la monoposto campione del mondo di Alonso. Il ragazzo di Cracovia non si fa pregare e con la  R25 fa vedere di cosa è capace. Troppo acerbo per il management della Regie? Ok, ma non per Mario Thiessen che della BMW Motorsport è il boss. Il baffuto manager tedesco primo lo chiama come collaudatore e poi a metà stagione 2006 lo cala nel sedile della monoposto di Jacques Villeneuve. Il podio di Monza, che è un po' come essere a casa, è la ricompensa.

Il muro di Montreal - Che Robert Kubica sia una delle migliori promesse delle F1 è una certezza, ma che sia anche un miracolato in molti cominciano a crederlo il 10 giugno 2007. GP del Canada, giù in pieno verso il tornantino, gomma contro gomma con la Toyota di Trulli ad oltre - molto oltre -  i 200. Decollo assicurato, così come l’impatto contro il muro di cemento. In tanti pensiamo che le conseguenze siano drammatiche e siamo sempre tanti a pensare subito dopo, se non ad un miracolo, quanto meno ad una intercessione di un altro nativo di Cracovia ma bel più illustre del ragazzone: Karol Wojtyla al secolo Giovanni Paolo II. Per la cronaca Kubica salta solo il successivo GP degli USA, dove sulla sua monoposto debutta un ragazzino tedesco di cui si sentirà parlare molto di lì a pochi anni. Un tale Sebastian Vettel.

Il Bahrain e la rivincita - Il conto con la pista sul lago di Notre Dame rimane aperto fino all’anno successivo quando Kubica sistema la faccenda. Vittoria senza se e senza ma. Montreal 1 - Cracovia 1. Prima di quel trionfo la bianca BMW F1.08 si mette dietro tutti anche nel giro secco: pole position in Bahrain, giusto per ribadire che il piede è di quelli pesanti, pesantissimi semmai qualcuno avesse ancora dei dubbi. A questo punto la  Renault che anni prima non ha creduto in lui, pensa bene di ricordarsi che solo gli sciocchi non cambiano idea e lo mette sotto contratto dal 2010 puntando su di lui per rilanciarsi tra i top team.

Ronde chi? - 6 febbraio 2011, Rally Ronde di Andora, località San Lorenzo, comune di Testicolo, provincia di Savona. La Skoda di Kubica parte secca e punta dritto il rail che, maledetto, anziché deviare la macchina, si infila come un katana nell'abitacolo entrando da sinistra e uscendo dal portellone. Il navigatore è incolume, Kubica ha la peggio. Non sono le varie fratture a preoccupare ma è la drammatica situazione del braccio destro (si ancora quello del ribaltone in Polonia). Rischio amputazione, mesi di cure, operazioni in numero imprecisato, dentro e fuori dagli ospedali. Della carriera in F1 molto probabilmente resta il ricordo, reso ancora più amaro considerando che nei primi test invernali del 2011 il polacco sulla nera  Lotus Renault a Valencia si è lasciato dietro tutti. Poi sono arrivate le stradine del savonese, l’asfalto viscido, il rail, il botto...Sfortuna? Beh, pochi centimetri e quella lama d'acciaio non avrebbe lasciato scampo!

Per la cronaca - Robert Kubica non si è arreso all'ennesimo schianto, è diventato Campione del Mondo Wrc2 nella stagione 2013. Basta?

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