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15 maggio 2016

Elio De Angelis, il ragazzo perbene e vincente

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14 Maggio 1986: circuito Paul Ricard incidente mortale per Elio De Angelis (Foto Getty)

A trent'anni dalla scomparsa ecco il ricordo del giovane pilota romano. Colto, raffinato, veloce e vincente, ha lasciato il mondo dei motori ad appena 28 anni

Ragazzo perbene, educato, sempre cortese e disponibile con tutti, Elio De Angelis cresce con due grandi passioni legate entrambe alla musica: da un lato quella per il pianoforte e dall'altro quella per il sound dei motori da corsa, eredità probabilmente del padre penta-campione di motonautica. Rampollo di una famiglia di grandi costruttori edili, per correre non ha certo problemi di soldi ma, come ripete spesso, questi ti aiutano all'inizio poi sei tu a dover andar forte. Più lucido ragionatore che funambolo, il romano il piede pesante lo ha certamente, debuttando non per caso in F1 all'età 21 anni, record per l'epoca.

 

Molto di più dietro ai numeri - Elio De Angelis è stato molto meglio come pilota di quanto dicano le statistiche che riportano 108 GP corsi, 3 pole e 2 vittorie. Mario Andretti e Nigel Mansell, non due compagni di squadra qualunque, lo sanno bene dato che De Angelis se li è quasi sempre lasciati alle spalle, mentre è solo con un giovanissimo Senna nel 1985 che i problemi sono diventati seri (come del resto per tutti da lì in poi). Il primo trionfo arriva per un soffio a Zeltweg nel 1982 davanti al futuro campione del mondo Rosberg, il secondo è quello di Imola '85, sempre al volante della nera Lotus JPS del team di Chapman che lo ha fortemente voluto, strappandolo alla Shadow del debutto del '79.

 

Mai più cosi - 14 Maggio 1986, ore 11, circuito Paul Ricard, test privati. La BT55, conosciuta come "la sogliola" di Gordon Murray, arriva in pieno alla staccata della esse della Verriere. Siamo sui 270 almeno quando qualcosa che non dovrebbe mai succedere, dannatamente accade. L'ala posteriore della Brabham BMW si stacca, vola via e la monoposto impazzisce, prende aria sul fondo piatto e decolla per schiantarsi ribaltata dopo oltre duecento metri. Poi sono solo fiamme e disperazione. Prost, Lafitte, Jones e Rosberg si fermano subito, saltano fuori dalle loro monoposto e scaricano gli estintori brandeggiabili. Prost non ci pensa due volte e si getta tra le fiamme che avvolgono i rottami della BT55 per tentare l'impossibile: estrarre Elio dall'abitacolo. I pompieri arrivano tardi, l'elicottero non è al circuito e i minuti passano. Il dispositivo di sicurezza è totalmente inadeguato e lo sarà per l'ultima volta in un test privato di F1 (è l'eredità lasciata dal sacrificio di De Angelis). Non c'è nulla da fare, fratture gravissime e polmoni gravemente intossicati non lasciano scampo al pilota romano. Se ne va così a 28 anni un ragazzo perbene e dal piede veloce. Sono passati trent'anni.

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