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02 giugno 2016

Monaco rewind, l'analisi tecnica del GP

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La Red Bull, a Montecarlo, ha presentato modifiche alla parte bassa degli endplate dell’ala

Poche le novità messe in pista dai team durante la gara a Montecarlo. Le uniche hanno riguardato Mercedes, Ferrari e Red Bull. Vi sveliamo quali

di Cristiano Sponton

La pioggia caduta a Montecarlo poco prima del via ci ha regalato una gara spettacolare soprattutto per le diverse strategie scelte dai piloti.  Proprio grazie alla strategia Hamilton è riuscito ad aggiudicarsi per la seconda volta in carriera la corsa del Principato in quanto, a differenza di Ricciardo, non è passata dalle full wet alle intermedie ma ha montato, quando la pista lo permetteva, direttamente le slick di mescola ultrasoft. La strategia di Ricciardo anche grazie al vuoto creato nei primi giri di gara non era per niente sbagliata ma è stata vanificata dall’errore fatto ai box dalla scuderia di Milton Keynes.

Ricciardo è stato velocissimo con le gomme full wet ed è riuscito a guadagnare parecchi secondi nei confronti di Rosberg in quanto, quest’ultimo, era particolarmente lento a causa di qualche problema tecnico alla W07 che lo costringeva a girare 2 s più lento del pilota australiano.  Una volta che Hamilton, grazie ad un ordine di squadra, ha sopravanzato Rosberg ha dimostrato di riuscire a girare allo stesso ritmo del pilota australiano, anzi è stato in grado di recuperare 2,2s in 7 giri. La gara della Ferrari, ancora una volta, è stata compromessa dal risultato delle qualifiche si sabato. La SF16-H sta dimostrando di avere qualche problema con gli pneumatici quando la pista supera i 40 °C. Nelle FP3 con pista poco superiore ai 30°C la vettura italiana era molto competitiva mentre nella fase decisa con temperatura di 42°C la vettura ha perso aderenza come era successo in Spagna. I tecnici di Maranello stanno lavorando duramente per cercare di comprendere al meglio le problematiche per cercare di rimediare in tempi rapidi.

In gara la SF16-H, soprattutto quando la pista era asciutta, ha dimostrato di essere velocissima e di avere un ritmo simile sia a Ricciardo che Hamilton. Nella prima fase di gara, Vettel e tutti i piloti di testa ad esclusione di Ricciardo, sono stati rallentati da Rosberg e quindi per cercare di levarsi dal traffico il muretto della Rossa ha anticipato lo stop per montare le intermedie al pilota tedesco ma la scelta è stata troppo affrettata ed è finito ancora nel traffico della Williams di Felipe Massa che lo ha costretto a girare su tempi piuttosto alti per 7 giri. Intorno al giro 30, tutti i piloti sono rientrati ai box per montare le gomme slick ed è proprio in questa fase che Ricciardo a causa di un errore dei box non è riuscito a sopravanzare Hamilton che nonostante avesse montato le gomme ultrasoft era piuttosto lento in pista.

Il pilota inglese ha faticato molto a portare in temperatura gli pneumatici tanto che tra il giro 32 e 34 ha perso, come potete vedere dalla tabella in basso, quasi 16 s nei confronti di Vettel che stava girando con gli pneumatici soft. Con le gomme slick i primi quattro in classifica hanno girato su tempi molto simili ed il distacco che separava Vettel da Hamilton è rimasto pressoché invariato dal giro 35 fino al giro 78. A livello tecnico, tutti i team, si sono presentati su questo tracciato con il pacchetto da alto carico aerodinamico. La Mercedes a differenza della Spagna ha utilizzato la vecchia ala anteriore ed ha confermato le modifiche alle bocche di raffreddamento dei radiatori e il monkey seat da alto carico a tre elementi.

La Red Bull tra i top team è stata l’unica a portare delle novità tecniche con delle piccole modifiche alla parte basse degli endplate dell’ala per cercare di incrementare il carico verticale generato dall’ala. 

Ricciardo ha potuto utilizzare anche la nuova specifica di Power Unit Renault evoluta grazie ad alcuni interventi al motore endotermico legati alla camera di combustione e alla testata che hanno portato un incremento di circa 30 Cv. L potenza del motore potrebbe sembrare insignificante su un tracciato come quello di Montecarlo, invece, i dati stimati da Magneti Marelli indicano benefici di 0,11 s ogni 10 Cv.

La Ferrari, invece, ha confermato lo stesso pacchetto aerodinamico utilizzato nel recente GP di Barcellona ed ha portato delle piccole novità al sistema frenante anteriore. Essendo le velocità in pista relativamente basse, è stata realizzata una apertura sul cestello in aggiunta alle tre ovali per cercare di migliorare il raffreddamento. 

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