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09 giugno 2016

Gilles Villeneuve: lo spettacolo a Montreal

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Twi

Un viaggio nel passato per rivivere il primo GP del Canada a Montreal nel 1978 con l'indimenticabile vittoria di Gilles Villeneuve e l'edizione dell’81 con un'altra impresa spettacolare del ferrarista  

Tutti gli anni si torna in Canada (bello che sia cosi!) e tutti gli anni un pensiero va a lui, a Gilles Villeneuve che in quel paese è nato e che da quella terra ha ricevuto in regalo una pista che oggi porta il suo nome. Era stato soprannominato “l’aviatore” ma detestava l’appellativo. Voleva essere semplicemente un pilota da corsa, il più forte di tutti. Le macchine le tritava, le massacrava, le portava oltre ogni ragionevole possibilità meccanica. La cosa non dispiaceva ad Enzo Ferrari che gli voleva bene. Era il suo modo per trovare il limite: superarlo per poi settarsi un millimetro sotto. Sapeva far solo così e non aveva intenzione di cambiare modo di essere. La gente si innamorò di lui, diventato leggenda ancora in vita.

Re in casa – GP del Canada, Montreal, Isola di Nôtre-Dame, il tracciato è fresco di inaugurazione, veloce e spettacolare. Siamo nel ’78 l’anno della Lotus di Andretti a cui la Ferrari contrappone la T3, erede di una lunga stirpe vincente con la T e la T2 di Lauda. C’è poco da fare contro la wing car nera e oro del team di Colin Chapman, ma l’idea di arrendersi non ha mai sfiorato Gilles, figurarsi nel GP di casa nella sua prima stagione completa al volante della Rossa.  In partenza Jarier con la Lotus va subito in testa e si invola. Andretti e Watson si buttano fuori al quinto giro lasciando la battaglia per il secondo posto a Jones, Scheckter e Villeneuve. Il canadese si mette dietro Jones al 19° giro, quindi attacca il futuro compagno di squadra Scheckter che ha i freni andati. Dopo quaranta giri Jarier comincia a tremare, anche lui in difficoltà con l'impianto frenante. Al 49° giro, tra il boato dei settantamila sulle tribune, Villeneuve prende la testa della corsa. Mancano ventun tornate alla fine: la Ferrari numero 12 fila via perfetta, almeno vista da fuori, mentre in realtà Gilles sta pregando che non vada in pezzi visti i rumori che arrivano dal propulsore. La T3 resiste e il canadese vince il suo primo Gran Premio. “E’ il giorno piu’ bello della mia vita”, parole sue.

Oltre ogni limite – GP del Canada 1981, Montreal. Piove sull’Isola di Nôtre-Dame. Dopo i primi sei giri Jones, campione del mondo uscente, si sente già la vittoria in tasca, quando le gomme lo mollano e il si deve arrende. Ci prova allora Prost, ma sono i freni a non resistere. Dopo soli undici giri prende quindi il comando Laffite che si invola.  Villeneuve quel podio sulla pista di casa lo vuole ad ogni costo e il fatto di partire dalla sesta fila non significa per lui arrendersi per manifesta inferiorità, anzi. Al primo giro tocca Arnoux e transita decimo, ma quindici giri dopo è già secondo, prima di dover cedere a Watson che ne ha di piu’ sulla pista che sta asciugandosi.

A muso... storto - Al trentottesimo passaggio, come se non bastasse, Villeneuve piega l'alettone anteriore picchiando contro De Angelis. Il muso della sua Ferrari è tutto storto ma Gilles decide di non fermarsi ai box per la sostituzione, proseguendo alla cieca, con l’ala che si ribalta indietro mettendosi in verticale e coprendogli la visibilità. E’ uno spettacolo incredibile vederlo guidare in quelle condizioni estreme. Quando l’alettone si strappa definitivamente e vola via sembra finita, ma Villeneuve non molla. Con la macchina che ha problemi di guidabilità indescrivibili difende ad oltranza il terzo posto riuscendo a portare al traguardo la sua Ferrari 126C mutilata. Quel giorno, quando il piccolo canadese sale sul podio davanti al suo pubblico, la Febbre Villeneuve, che ha già colpito milioni di tifosi, raggiunge uno dei suoi picchi massimi.

Salut Gilles

 

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