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26 giugno 2016

Si corre a Zeltweg, il circuito dalle tre vite

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Il GP d’Austria si svolge sul tracciato del Red Bull Ring, uno dei templi dell’automobilismo mondiale con una storia che si perde nel tempo, partendo dagli aerei da guerra per arrivare alla popolare bevanda energetica

La storia del GP d’Austria è indissolubilmente legata a Zeltweg, cittadina morbidamente adagiata sulle colline della Stiria, in un paesaggio bucolico e fiabesco. 

Le monoposto più degli aerei - Le prime gare in zona risalgono alla seconda metà degli anni '50 e vengono organizzate sfruttando intelligentemente il locale aeroporto militare ex Luftwaffe (gli inglesi erano stati buoni maestri, facendo scuola con Silverstone). L’aerodromo non può però durare molto, troppo inadatto alle crescenti prestazioni delle Formula 1 che dal 1966 sono passate alla “formula 3 litri” con una evidente escalation di potenza. Gli organizzatori del GP d’Austria decidono quindi di realizzare un autodromo permanente a meno di un km di distanza dalla vecchia pseudo-pista e riescono a fare le cose per bene, molto bene. Danno vita infatti a un tracciato spettacolare, tecnicissimo, un susseguirsi di saliscendi ben raccordati sfruttando le splendide colline della zona, il tutto condito con curvoni da pelo. Per farla breve, negli anni ‘60 sui 5900 metri dell’Österreichring (cosi si chiama il nuovo tracciato) si gira a 200 e passa di media!

I cellulari salvano la pista - Sul finire degli anni ‘80 il circuito dell’Österreichring, sede del Gran Premio d’Austria di Formala 1 dal 1964 al 1987 non sembra più essere al passo con i tempi. Ormai non solo è troppo pericoloso a causa della scarsità di vie di fuga ma anche le strutture – dai box alle tribune - non sono piu’ conciliabili con la Formula 1 moderna. La pista entra quindi in un profondo letargo, almeno per la massima serie, dal quale esce solo nel 1995 ritrovandosi radicalmente cambiato, ma non privato del tutto del fascino originario. L’intervento di riammodernamento è dell’architetto (di Bernie Ecclestone) Hermann Tilke che utilizza al meglio i soldi della compagnia telefonica A1 cercando di conservare gli elementi più spettacolari del tracciato originario. Nasce così l’A1 Ring, che nel 1997 riaccoglie il GP di Formula 1.

La Reb Bull a casa sua - Dopo l’edizione del 2003 cala nuovamente il silenzio sulle colline della Stiria. La Formula 1 moderna emigra verso impianti più adeguati, con meno problemi di accesso al circuito, parcheggi meno disastrati e box degni di tale nome… o forse il Circus si sposta solo verso i dollari di chi si può permettere un GP. Anche questo secondo letargo dura 10 anni, ma questa volta il risveglio è dei migliori. La Red Bull dello stiriano Dietrich Mateschitz acquista l’impianto e decide di farne un vero e proprio gioiello dotandolo delle strutture adatte a un autodromo super moderno. Non contento incide pure pesantemente (e positivamente) su tutta la zona, con investimenti in infrastrutture e ristrutturazioni di case e di scuole. In sintesi, una manna dal cielo per la Stiria.

Anche Mateschitz però non può tutto, infatti, una forte opposizione ambientalista gli impedisce il recupero del vecchio e glorioso tracciato nei termini in cui lo avrebbe voluto. Si riprende quindi a correre nel 2014 sui 4.3km del “corto” dell’A1 Ring (solo Montecarlo è più breve). Attenzione però, perché il signor Red Bull non è uno abituato a sentirsi dire di no e il progetto di recupero della vecchia pista non è stato dimenticato (per fortuna!). 

 

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