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05 luglio 2016

Silverstone, dove nacque la leggenda delle Rosse

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Sul tracciato britannico si è scritta la storia dell'automobilismo da corsa: dalla prima gara di Formula 1 valida per il campionato del mondo nel 1950, al trionfo della Scuderia di Enzo Ferrari  

Quando si torna, per fortuna ogni anno, a Silverstone vien facile pensare all'atmosfera di festa che si vive sulle tribune e nei prati dello storico tracciato del Northamtonshire. Ci troviamo a metà strada tra Londra e Birmingham, in mezzo alla campagna nel cuore dell'Inghilterra da corsa, dove il motorsport è sì una passione da vivere tutti i fine settimana, ma è anche una cosa terribilmente seria (si veda alla voce "garagisti inglesi" per usare un'espressione non gentilissima di Enzo Ferrari nei confronti dei numerosi costruttori made in Britain suoi acerrimi rivali in pista).

 

Che pista! – Silverstone, la velocissima Silvertone fatta di rettilinei raccordati da curvoni da paura i cui nomi sono leggenda (Woodcote, Copse, Maggots, Abbey, Stowe…), nasce sfruttando, a partire dal 1950, le vie perimetrali che collegano tra loro le piste dell'omonimo aeroporto della Raf. Il tracciato, intorno ai 5 km di lunghezza, rimane sostanzialmente immutato per quarant'anni, fino a quando - siamo all'inizio degli anni '90 - una prima rivisitazione si rende necessaria per cercare di rallentarlo, senza però stravolgerne la natura di tempio della velocità. Molto più pesante si dimostra essere l'intervento di totale riammodernamento del 2010, che porta alla nascita della nuova e moderna Silverstone, una pista che malgrado sia stata pesantemente rivista, ha conservato intelligentemente però l'essenza del motorsport, ovvero i suoi curvoni velocissimi in sequenza, preziosa eredità degli anni '50.

 

L'alba della Formula 1 – La prima pagina della Formula 1 è stata ufficialmente scritta a Silverstone il 13 Maggio 1950. Qui si è corso infatti il primo Gran Premio del Mondiale della massima serie automobilistica, con l'Alfa Romeo che domina la gara con Nino Farina. Il grande pilota della scuderia del Portello con tre vittorie su sette gare (oggi son 21! La stagione più lunga di sempre) conquisterà a fine stagione il titolo di Campione del Mondo, mentre l'Alfa piazzerà anche Fangio e Fagioli, secondo e terzo, in classifica generale. Un dominio italiano assoluto.

 

L'inizio della leggenda – Se volessimo trovare una data a cui far risalire la nascita del mito delle Rosse di Maranello, probabilmente avremmo qualche incertezza, non sapendo esattamente quale scegliere tra i tanti episodi che hanno segnato la storia di Enzo Ferrari e della scuderia che porta il suo nome. Una cosa è certa, il 14 luglio 1951 è un riferimento che non può mancare tra le pietre miliari del motorsport. Quel giorno Silverstone è teatro di un altro scontro sportivo ferocissimo tra la Scuderia modenese e la regina delle corse, l'Alfa Romeo. Non si tratta "solo" di una battaglia in pista tra piloti. C'è molto di più. E' uno scontro di uomini, di fabbriche, di aziende, di manager.
Quando l'argentino Froilan Gonzalez al volante della 375 passa per primo sotto la bandiera a scacchi, trova compimento la grande vendetta, sportiva ma anche terribilmente umana, di Enzo Ferrari. Il costruttore modenese è infatti profondamente legato all'Alfa Romeo, della quale è stato a partire dal 1920 collaudatore, pilota, collaboratore commerciale e, infine, direttore del reparto corse, fino alla dolorosa separazione del settembre 1939. Da quel giorno, battere l'Alfa con una vettura da lui costruita diviene il suo primo obiettivo, la missione numero uno.
Il 14 Luglio 1951 "El Cabezon" Gonzalez regala la prima vittoria assoluta nel Mondiale di Formula 1 alla Scuderia Ferrari, che già aveva fatto correre le vetture del Portello con il logo del Cavallino Rampante sul cofano, in una perfetta simbiosi di intenti tra Modena e Milano. Enzo Ferrari trionfa, ma arriva a scrivere: "Oggi ho ucciso mia madre" in un sincero quanto doloroso moto verso l'amata fabbrica milanese. Quel giorno d’estate del '51 a Silverstone nasce il Mito Ferrari.

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