Caricamento in corso...
07 luglio 2016

Hamilton: fossi il capo lascerei me e Nico liberi

print-icon

Chiaro messaggio al team sul rapporto col compagno di squadra: "I fischi in Austria? Magari hanno pensato a una mia manovra scorretta su Rosberg. Qui l'entusiasmo dei fan mi farà dimenticare tutto". Anche gli altri britannici protagonisti nella conferenza del GP di Silverstone. Button e Palmer: "Circuito speciale"

"Noi dobbiamo ispirare le persone a lottare, a non mollare mai. E io credo di dimostrarlo con le gare che ho fatto". E' un Lewis Hamilton filosofico quello che in conferenza stampa, a Silverstone, ha risposto alle domande dei giornalisti, molto incuriositi dagli sviluppi del rapporto con il compagno di squadra, Nico Rosberg, a seguito delle nuove polemiche divampate in Austria

Il rapporto con Nico - "Se fossi il team principal della Mercedes? Sarei in una posizione migliore, perché ho l'esperienaza da pilota e saprei cosa fare - continua Lewis -. Difficile per chi sta fuori decidere. Ma non darei ordini di scuderia e lascerei correre i piloti. In 60 gare puoi avere qualche problema, ma è una piccola percentuale rispetto a quelle in cui siamo stati vincenti".

Il piacere di correre in casa - "Arrivare qui e rivedere la famiglia, la campagna e gli amici dove e con cui sono crescito: tutto questo è fantastico. A Baku, ad esempio, ogni cosa era nuova. Qui, invece, puoi tonare al tuo ristoranrte preferito. Altrove è difficile. A Silverstone respiri la storia, e sapere che sei una delle 22 persone al mondo a poter correre su un circuito così è una sensazione fantastica. Sensazione che diventa più grande se sei un britannico. E' come quando a calcio giochi in casa. E' la forza di un onda correre qui, difficile da contenere".

I fischi a Spielberg - "No non ci penso. Appena usciti dalla pista ho fatto qualche saluto ai fan con snapchat, poi ho trascorso un paio di giorni di totale tranquillità. Qualcuno diceva che in Austria ero andato io addosso a Nico e forse questo ha generato i fischi. Se lo pensano ancora è un problema loro. L’entusiamo di Silverstone cancellerà tutto".

La gestione delle gare - "In gara c’è più istinto che preparazione. Ma più ne hai di questi elementi e meglio è. Lavoramo per migliorare nei sorpassi, studiamo l’avversario, i tuoi e i suoi punti di forza. Ma alla l’istinto è molto importante", conclude Hamilton.

Button&Palmer - Correre in casa sarà un'emozione particolare anche per gli altri due piloti britannici, Janson Button della McLaren e Jolyon Palmer della Renault. "Venire qui vuol dire stare a casa e anche guardare semplicemente la tv - dice Button -. Qui il bello è il circuito: è scorrevole, c'è storia, ti diverte. Come britannico, poi, il sostegno dei tifosi è speciale. I campeggi, le persone che arrivano, le maglie dei team. Ogni pilota ha il suo supporto da parte dei tifosi, a dire il vero, ma se sei britannco sai che c'è qulcosa di speciale. A Silverstone c'è amore per la F1. E questo rende il weekend unico. Non solo: dopo la gara possiamo incontrare le persone nel corso delle interviste e vederli dà una scossa. Poi torni al Motorhome e magari ti fai una grigliata con gli amici, come ai tempi dei kart. Questo circuito è un po' vecchia scuola", conclude Button. "Dalla famiglia ai tifosi. Ecco perché amo Silverstone. E' tutto speciale", aggiunge Palmer. 

Tutti i siti Sky