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07 luglio 2016

Silverstone ’99: la grande paura di Schumi

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Nel GP di Gran Bretagna del 1999 Michael esce di pista ferendosi alle gambe. E’ il più grave incidente della carriera per il campione tedesco che, una volta ripresosi, darà avvio dal 2000 alla fantastica sequenza di cinque titoli mondiali consecutivi

 

Domenica 11 luglio '99 Silverstone si sveglia sotto uno splendido sole. Siamo all’ottavo appuntamento stagionale e in casa Ferrari si cerca di nascondere una certa ansia, viste le non brillanti performance delle ultime gare. Le qualifiche non sono andate male, con Schumacher in prima fila col secondo tempo, subito dietro al capo classifica e campione del mondo in carica Hakkinen con la McLaren. Le aspettative sulle Rosse di Maranello sono al solito elevatissime e il livello di pressione (alta) in seno al team ne è una diretta conseguenza. Dopo tre mondiali andati persi ('96 a Demon Hill, '97 a J. Villeneuve, '98 ad Hakkinen), la coppia Ferrari-Schumi, nata per riportare la quattroruote più famosa del mondo direttamente in cima allo stesso, comincia ad avere l'impressione che anche stavolta il rischio di rimanere a secco di titoli diventa una quasi certezza, se qui in Gran Bretagna non si arresta la fuga del finlandese della McLaren.

Che Schumacher abbia le idee chiare sul da farsi in gara è un fatto. La F399 parte leggera di benzina per scappar via, anticipare la sosta ai box e restar quindi davanti a tutti grazie ai giri su ritmo da qualifica che il tedesco sa gestire. È una strategia consolidata.

L'avvio di Schumacher però è un disastro. Hakkinen parte a fionda mentre lui viene passato anche dal compagno irlandese che dovrà però, come da ordini di squadra, cedere la posizione alla fine del primo giro. Dai box arriva inoltre  via radio l'informazione, seppur in ritardo, che la procedura di partenza è da rifare causa problemi di macchine piantate in griglia nelle retrovie. Il brutto start non conta insomma. La chance per rimediare c’è.

Schumacher però ha la radio ko, non sente i box che cercando di informarlo della bandiera rossa. A testa bassa, come una furia, si mette a caccia del compagno di squadra e alla Stowe, veloce piega a destra, forza l'attacco all'interno, in modo feroce, innaturale, eccessivo sapendo degli ordini di squadra. È un attimo, le ruote anteriori della F399 si bloccano, la macchina non sterza e va dritta come una palla di cannone nella via di fuga senza rallentare, schiantandosi di muso pieno nella pila di gomme che protegge il rail, infilandosi sotto. Freni guasti, un disastro.

Dopo il botto Schumacher sa che quello che deve fare è saltar fuori dall'abitacolo alla svelta. Ci prova subito, ma appena appoggia il piede per far leva, un dolore lancinante lo scuote. Ha tibia e perone spezzati malamente. Si lascia andare e ricade nell'abitacolo. È notte fonda per lui malgrado il sole estivo. "Attorno a me c'era l'oscurità completa. Sentivo il battito del mio cuore. Era un rumore violento ma sempre più flebile...il buio poi è diventato totale. Probabilmente solo per un paio di secondi ma il cuore si è fermato. Era la fine...".

Sono passati 17 anni da quel GP di Gran Bretagna a Silverstone. Il mondiale è sfuggito ancora una volta quell'anno. Poi sono venuti 5 titoli consecutivi in Rosso e la consacrazione come leggenda. Un abbraccio Michael.

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