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26 aprile 2011

Habemus volley ma non solo. Quanto sport nei film di Moretti

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Nanni Moretti, arbitro ed organizzatore del torneo di pallavolo cardinalizio in "Habemus Papam"

In "Habemus Papam" il regista romano, nei panni di uno psicoanalista, organizza un torneo di pallavolo fra i cardinali rinchiusi in un lungo conclave. Ma, dalla pallanuoto al calcio, c'è sempre molto sport nelle sue opere. GUARDA LE FOTO E I VIDEO

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di LORENZO LONGHI

Girone all’italiana, ma con gare di sola andata, "sennò moriamo", come suggerisce un cardinale tanto saggio quanto ottuagenario. Lo organizza così, Nanni Moretti, il torneo di pallavolo fra prelati che, nel suo ultimo film Habemus Papam, viene progettato per tenere occupati i porporati chiusi in un lungo conclave.

Un torneo sui generis, quello organizzato e arbitrato dal professor Brezzi-Moretti, psicoanalista chiamato in tutta urgenza in Vaticano per sanare la crisi esistenziale del neoeletto al soglio di Pietro. Così Moretti insegna ai cardinali la battuta dal basso, dall’alto e alla coreana, in mezzo a scene di perfetta scoordinazione – manca solo il tennistico "Batti lei" di fantozziana memoria – e dopo che la definizione del torneo, per squadre e formula, gli richiede un’intera notte di riflessione. Ecco allora che i porporati italiani vengono divisi fra Europa A ed Europa B, il Sudamerica assurge a "rivelazione del torneo" e l’Oceania è costretta a giocare in… tre, per carenza d'altri cardinali in conclave, "ma se sarete bravi con i fedeli, nel prossimo conclave sarete di più". E perde sempre, ma il primo punto che ottiene scatena scene di giubilo. Le Guardie Svizzere? No, non giocano: renderebbero squilibrate le forze in campo - e poi, scusate: gli svizzeri per definizione devono essere neutrali, no? - e a uno dei cardinali "piace vincere".

Del resto lo sport, nei film di Moretti, è spesso attore non protagonista di diverse scene entrate nella storia del cinema italiano. Ex pallanuotista, Moretti scelse proprio la pallanuoto come sfondo di Palombella Rossa, nel quale compare anche Imre Budavari, già bronzo con l’Ungheria alle Olimpiadi di Mosca ‘80, la cui prestazione fa impazzire il coach Silvio Orlando ("Marca Budavari marca Budavari marca Budavari marca Budavari", il mantra a bordo vasca). Indimenticabile poi la scena del rigore, che parte da una Tribuna politica d'antan ("Dove vuole andare questo Pci?"), prosegue in uno stonatissimo Battiato e si scioglie nel coro dei tifosi.

E se in Caro Diario Nanni trova un pallone da calcio e si mette a palleggiare da solo su un campo deserto, già qualche anno prima il calcio aveva fatto capolino nei suoi film. In Bianca (1984), sui muri delle aule della scuola "Marilyn Monroe", al posto del quadro con la foto del Presidente della Repubblica Pertini campeggia l’immagine vincente di Dino Zoff, e nel film non manca una partita con i ragazzi nell’ora di educazione fisica. Lì il professor Michele Apicella entra in campo, segna con una girata che fa crollare la porta (attenzione alla esultanza, un Ibrahimovic ante litteram) e, al grido di "Bastoni!", fa poi cominciare una serie di esercizi ginnici - sport, anche qui - che termina in rissa.  Ma la sfida a calcio torna in La Messa è finita, con un Moretti che, nei panni di Don Giulio, coinvolge i giovani parrocchiani in una partitella che, stavolta, lo vede stramazzare a terra dopo pochi istanti.


"Habemus Papam" e la pallavolo

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