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05 settembre 2011

Campioni-studenti, chi ce la fa? Oddo: io il nuovo Galliani

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Caterina Bosetti, 17 anni, Campionessa del Mondo Juniores di Pallavolo e Massimo Oddo, Campione del Mondo di calcio nel 2006 con l'Italia

Allenamenti, partite e trasferte: il tempo è poco, ma c'è chi riesce a portare avanti gli studi. L'ex difensore del Milan si laurea a breve: sarà un manager sportivo. Caterina Bosetti, stella nascente della pallavolo, ci racconta invece il suo liceo

di Luciano Cremona

Che faccio, continuo? O mi fermo? Ma no, mi prendo un anno sabbatico e poi mi iscrivo all'università. Forse. Ma poi, con tutti quegli allenamenti, chi me lo fa fare? Succede ogni anno. A tutti i giovani che finiscono la maturità, ovvio. Ma soprattutto agli sportivi. Quelli professionisti, che sono già nel mondo dello sport dei grandi. Che sono magari già dei grandi dello sport. E che devono decidere se è il caso di continuare a studiare, nonostante il calcio, la pallavolo. Nonostante tutto.
L'ultima sessione di maturità ci ha consegnato il 60/100 di Stephan El Shaarawy, gioiello italo-egiziano del Genoa, lo scorso anno in prestito al Padova e quest'anno acquistato dal Milan. Una maturità sofferta, tra playoff, allenamenti ed esami. "Si portava sempre i libri nel borsone", racconta la mamma. "Stephan era molto agitato per la maturità". Poi superata. Come anche l'hanno superata Balotelli e Santon, nel 2010. I voti? 60 e 62, ma i compagni si lamentarono: "Hanno avuto un trattamento speciale, li hanno avvantaggiati". Promossi per merito sportivo? No, a sentire il preside della scuola. Sicuramente nessuno di loro ha ancora intrapreso una carriera universitaria. Balotelli aveva pensato a scienze motorie, come anche El Shaarawy. Che però, con il trasferimento al Milan, si prenderà il famoso anno sabbatico, nonostante il padre Sabri - laureato in psicologia - spinga per l'iscrizione.

Caterina Bosetti: "Ho scelto una scuola privata" - Ma quella di staccare, conclusi gli studi delle superiori è una tentazione troppo forte. Lo spiega bene Caterina Bosetti, la golden girl della pallavolo italiana. Classe '94, ha alle spalle una serie di numeri e riconoscimenti che la iscrivono già nel top della nostra pallavolo. Il debutto in Serie A a soli 15 anni, già due Coppa Italia in bacheca con Villa Cortese; l'Europeo Juniores 2010 ma soprattutto il Mondiale Juniores 2011, conquistato lo scorso agosto battendo in finale il Brasile. Caterina, miglior giocatrice della competizione, racconta di come stia provando, con successo, a suddividersi tra la scuola e la pallavolo. "Ho iniziato la prima liceo scientifico in un istituto statale. Ma era impossibile andare avanti, così dal secondo anno sono passata in una scuola privata, a Varese. Qui sono seguita e non mi fanno storie se salto qualche mattina". Caterina salta quasi sempre una giornata di scuola alla settimana per fare i pesi: un allenamento che va fatto lontanto dalla sessione di pallavolo quotidiana, programmata tutti i giorni per il tardo pomeriggio. "Da Villa Cortese (provincia di Milano, ndr) vado in treno a scuola a Varese, ci metto un'ora. Quando torno a casa dormo un po' prima di andare agli allenamenti. Così per studiare non mi resta che la sera".
A 17 anni Caterina ha già fatto tutti i sacrifici possibili. "Avevo le finali nazionali under 18 a San Donà. Ma al mattino avevo anche gli esami che ogni anno devo superare per essere promossa. Al mattino facevo gli esami a Varese, poi via a San Donà a giocare". Il 12 inizia la scuola anche per Caterina, che frequenterà la quarta. E dopo il liceo? Ecco la classica risposta: "Penso che mi fermerò un anno. Mi piacerebbe fare lingue. Però credo che prima di iscrivermi, un anno di sola pallavolo ci possa stare. Vedremo".

Oddo: "Mi laureerò con una tesi sul Milan Lab" - Chi, invece, nonostante il luogo comune voglia il calciatore poco acculturato, è riuscito a costruirsi una carriera universitaria parallela a quella di giocatore di Serie A è Massimo Oddo.
Non è il solo, il neo acquisto del Lecce, campione del mondo con l'Italia nel 2006. Come lui anche Chiellini, Stendardo, Bogdani e altri. "Dopo essere diventato geometra - racconta Oddo -, mi sono iscritto subito a Giurisprudenza. Non giocavo ancora in squadre importanti, avevo tanto tempo libero: ho dato quasi tutti gli esami, soprattutto ho dato quelli più complicati. Ma poi il trasferimento a Napoli, i guadagni più alti e la lontananza da casa hanno rallentato il tutto". Oddo ribadisce un concetto fondamentale: "Con un allenamento al giorno hai tutto il tempo per studiare: la differenza la fa la volontà e la capacità di sopportare lo stress. E siccome all'inizio non pensavo al calcio come motivo di vita, ma più come a un hobby, puntavo forte sullo studio per garantirmi un futuro".
Poi la carriera da calciatore è decollata, appunto, mettendo in un angolo gli studi. "Ho deciso però che dovevo continuare. Mi sono iscritto all'università di Teramo al corso in Economia politica e aziendale dello sport, dove mi hanno riconosciuto gli esami dati in precedenza. Se è più facile giocare o dare un esame? Dare un esame, ma solo se studi". E rivela: "Il prossimo 31 ottobre mi laureo, con una tesi su Milan Lab". Da parrucchiere dell'Italia mondiale a rappresentate dei calciatori a futuro manager del calcio. "Sì, l'obiettivo è proprio quello. Diventare il nuovo Moggi, il nuovo Galliani. Uno insomma che gestisce le squadre di club".

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