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12 marzo 2014

Tanti auguri Web! La rete più spettacolare compie 25 anni

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Ha conquistato il calcio e tutti gli altri sport. Trasformandoli. Dalla rete alla Rete, a 25 anni dalla sua invenzione (Getty)

Il 12 marzo 1989 Tim Berners-Lee concepiva il WWW e la rete aperta a tutti . Un bel gol che ha cambiato anche lo sport, dove - con i social network - sono cadute le barriere tra i campioni e i loro fan. Che ora, invece dell’autografo, chiedono un "retweet”

di Stefano Rizzato

Senza quel signore col doppio cognome e la sua intuizione datata 1989, questa pagina non esisterebbe. E neppure tutto il sito, lo speciale Formula 1, gli highlights della Champions da vedere e rivedere quando vi pare. Online, non esisterebbe proprio nulla. Nemmeno Twitter e le foto della nuova cresta di Balotelli, Facebook e Whatsapp, le email e Google. Senza quel signore e quell'idea, per sapere quanti gol ha fatto Tevez nei suoi anni al Manchester City, servirebbe tanta memoria oppure un almanacco a portata di mano. Invece, c'è Wikipedia e ve lo dico in un attimo: 58 in campionato, 15 nelle Coppe inglesi, nessuno in Champions. Anche per questo quel signore, di nome Tim Berners-Lee, non finiremo mai di ringraziarlo. La sua creatura, il World Wide Web, oggi compie 25 anni e in un quarto di secolo ha cambiato tutto. Anche lo sport e il modo di viverlo.

Senza barriere: i social network e l'altra classifica – Dal Real Madrid fino alla squadretta di amatori, un profilo su Facebook o Twitter non se lo nega più nessuno. Ma non è solo questione di fare presenza. Comunicare bene su Internet è fondamentale. Il campo e la classifica restano decisivi, ma il rapporto con i tifosi si costruisce anche fuori dal rettangolo verde, lì dove proprio Internet ha tolto ogni genere di filtro. È per questo che i nuovi acquisti si annunciano via Twitter – l'ultima è stata l'Inter con Vidic – e che tutti i club importanti nello staff hanno una persona che si occupa di seguire i social network in modo specifico. La sfida è tutta in Rete, a colpi di fan e follower. E così, anche se quella “vera” piange, il Milan resiste al vertice della classifica virtuale.

Fan su Facebook Follower su Twitter
Milan 20,4 milioni 1,8 milioni
Juventus 10,8 milioni 1,03 milioni
Inter 3,5 milioni 486mila
Roma 2,9 milioni 334mila
Napoli 2,1 milioni 279mila

Il cinguettio della discordia – A usare tanto i social network non sono però solo le società. A saltare le mediazioni e parlare direttamente ai fan, da qualche tempo, ci si sono messi anche i singoli atleti. Un po' per vanità, un po' per gioco, un po' perché va di moda, ecco che Twitter è ormai invasa di ciclisti, piloti, calciatori, schermidori eccetera eccetera. Tutti ricercatissimi e con numero di follower da fare invidia. Per dirne uno, @Cristiano – nel senso di Ronaldo – ne ha 24,9 milioni.

Di per sé niente di male, si direbbe. E invece è diventato l'incubo degli uffici stampa. Perché quello che non viene detto nelle interviste, finisce che scappa online. Lamentele sull'arbitraggio, commenti poco carini sui rivali, foto inopportune e frasi sibilline. Il re del cinguettio non politicamente corretto è senza dubbio Mario Balotelli, che addirittura usa @FinallyMario come canale “ufficiale”  e scrive: “Non credete a niente tranne a quello che leggete qui”. Per innescare la polemica, al Balo bastano quattro parole. Ve lo ricordare “This is the end”?

L'autografo del mondo digitale
– Nello sport del mondo iperconnesso e figlio del WWW, c'è anche qualche rito che è andato perduto. Pensate agli autografi. Qualcuno dei nostri genitori li conserva ancora in un quaderno, su una maglietta, su un cappellino. Ma oggi, se ci si accalca fuori dallo stadio o del campo d'allenamento, ormai è solo per scattare una foto al campione di turno: meglio ancora nella variante “selfie”, con se stessi in primo piano e il mito di fianco. Dal “clic” a Facebook è un attimo e la foto servirà soprattutto ad acchiappare clic e far morire d'invidia tutti gli altri. Ma il vero autografo dell'era digitale corre su Twitter. Si chiama retweet, abbreviato “RT”, ed è il simbolo di quanto il Web abbia fatto saltare tutti gli schemi.


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