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31 luglio 2014

CR7, battaglia sulle mutande: Ronaldo nei guai causa Renzi

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Cristiano Ronaldo alla presentazione di "CR7" underwear, il 31 ottobre 2013 (Foto Getty)

Il campione portoghese rischia di avere problemi per il marchio con cui vorrebbe registrare la sua linea di intimo: il nome "CR7" appartiene già a un commerciante di Rhode Island, omonimo del premier...

Ha 43 anni, è un appassionato di fitness, si chiama Renzi e sta creando qualche problema a Cristiano Ronaldo. No, non è il Premier italiano Matteo Renzi, ma un americano di Rhode Island di nome Christopher. Per sua fortuna ha le stesse iniziali del Pallone d’Oro del Real: CR. E proprio quel “CR” che tutti associano a Ronaldo potrebbe cacciare il campione portoghese in un mezzo pasticcio.

Lo scorso ottobre Ronaldo ha presentato la sua linea di intimo da uomo firmata “CR7”, da registrare con lo stesso inconfondibile marchio. Nelle ultime ore è emerso che in realtà il proprietario di questa combinazione di lettere e numeri sia il piccolo produttore di vestiti di Rhode Island con un cognome italianissimo: Christopher Renzi.

L’uomo si è presentato davanti alla corte federale del suo Stato dicendo che la JBS Textile Group, che produce gli indumenti di Ronaldo, gli avrebbe chiesto di rinunciare al suo marchio a causa dei “piani imminenti” di ingresso sul mercato americano con il nome di CR7. La società tessile vorrebbe che la corte cancellasse il marchio di Renzi, registrato nel 2009 e già applicato da Renzi su t-shirt e jeans, perché ritiene che Christopher abbia registrato CR7 per arricchirsi sull’immagine del campione portoghese.

L’avvocato di Renzi lo difende sostenendo invece che “il suo cliente lo ha utilizzato per primo per fini commerciali”, e che quindi non potrebbe rinunciarvi adesso. A meno che CR7 (quello vero) non sia pronto a venire a patti a suon di dollari. Ci sarà da discutere per trovare una mediazione: chissà che Ronaldo in politica non si riveli più bravo di Renzi…

(F.G.)

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