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14 marzo 2014

Tante moto e pochi piloti: Giappone, dove sei?

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Hiroshi Aoyama che nel 2014 correrà in MotoGp è stato l'ultimo giapponese a laurearsi campione del mondo (Foto Getty)

Nel Motomondiale 2014 saranno in pista Honda e Yamaha, ma gareggeranno solo tre centauri nipponici. Una colonia ridottissima rispetto ai grandi numeri del passato. Da Harada ad Aoyama, storie su due ruote del Paese del Sol Levante

di Roberto Brambilla

Le moto di serie l'hanno inventata loro. E negli ultimi 30 anni pagine importanti della storia del motociclismo sono state scritte in
kanji e katakana. Ma il Giappone, almeno in sella, sembra sparito dalla mappa della MotoGp. Moto competitive come quelle che si giocheranno il Mondiale con Rossi e Marquez, un fornitore unico per la Moto2 come la Honda, ma solo 3 piloti in griglia, di cui solo uno nella MotoGp. Ecco la storia di un amore (quasi) scomparso tra il paese asiatico e le due ruote.

Gli esordi e i magnifici Novanta- La bandiera con il Sol Levante sventolò per la prima volta nel Motomondiale nei primi anni Sessanta. I primi eroi nipponici su due ruote sono Morishita, Itoh, Kenjiro e Keisuke Tanaka quest'ultimo primo e unico giapponese a vincere il Tourist Trophy nel 1963, mentre il primo Mondiale è datato 1977, nella 350 con Takazumi Katayama su Honda. Ma l'invasione vera arrivò tra la fine degli Anni Ottanta e l'inizio degli Anni Novanta. Con tanti piloti di talento, veloci e coraggiosi. Aoki, Ueda, Harada, Sakata sono solo alcuni dei piloti che cominceranno a contendere i titoli a italiani, spagnoli e australiani soprattutto nelle 125 e nelle 250. Con quattro allori mondiali tra ottavo e quarto di litro nel quadriennio 1993-1996 tra cui quello storico di Sakata, primo nipponico a vincere nel 1994 un Mondiale su una moto straniera (l'Aprilia).



Duemila, due Mondiali e due tragedie –
Con il nuovo millennio i piloti del Sol Levante non spariscono. Anzi. Ui, Ukawa, Abe, Azuma ma soprattutto Aoyama (re della 250 nel 2009) e Dajiro Kato, campione del mondo nel 2001 davanti al connazionale Tetsuya Harada, battagliano tra alterni risultati nel Motomondiale. Ma il decennio che segna la diminuzione nella sua seconda parte dei giapponesi in griglia è anche quella di due tragedie che hanno colpito piloti nipponici, come la morte di Kato nel 2003 e quella di Shoya Tomizawa, driver di Moto2 nel 2010 a Misano.



2014: Aoyama, Nagashima e Nagakami, due veterani e un (semi) esordiente–
Sulla griglia del Motondiale 2014 i nipponici saranno un trio, diviso tra MotoGp e Moto 2. Nella classe "regina" correrà Hiroshi Aoyama, 33 anni, già campione del mondo 2009 nell'ultima edizione della “vecchia” 250. Per lui sulla M7 Aspar si tratta nella 15sima stagione nel Circus. Tanta esperienza, in rapporto all'età anche quella di Takaaki Nakagami che nel 2014 sarà in sella a una Kalex e che è già alla sua quarta stagione in Moto 2. Praticamente un esordiente invece Tetsuta Nakashima, chiamato a sostituire Kohta Nozane poco prima dei test di Valencia. Per il 22enne solo una presenza l'anno scorso a Motegi da sostituto dell'infortunato Mike Di Meglio.

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