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25 marzo 2014

Infinito Dottore: le sue quotazioni s'impennano di nuovo

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Valentino Rossi è tornato prepotentemente alla ribalta dopo la gara in Qatar, prima della stagione 2014 (Foto Getty)

C'è chi lo aveva dato per bollito e chi, invece, non ha mai smesso di credere in lui. Dopo il deludente biennio in Ducati e il tragico addio all'amico-erede Simoncelli, Valentino Rossi ha puntato ancora sulla Yamaha per tornare a ruggire

di Lucio Rizzica

Dopo gli anni al di sotto delle aspettative in Ducati e il tragico addio all’amico-erede Simoncelli, qualcuno aveva suggerito a Valentino Rossi di smettere. Ma il "Dottore" è andato dritto per la sua strada, anzi con una inversione a U è tornato sui propri passi per tornare a incrociare nuovamente il cammino della Yamaha, portata in vetta al mondo per quattro volte fra il 2004 e il 2010. E lo ha fatto dandosi tempo un paio di anni per tornare all'altezza del proprio passato.

La stagione 2014, quella delle novità regolamentari, della gran confusione e del redde rationem si è aperta ufficialmente con il GP del Qatar. E Rossi è tornato. Secondo al traguardo dietro il campione del mondo in carica Marquez, che è un Valentino in miniatura, talentuoso e grintoso, coraggioso e imprevedibile, spregiudicato ma più giovane di 14 anni. Si è piazzato come un anno fa, Vale, ma con più entusiasmo e la certezza che quest'anno il gap non sarà così incolmabile. Marquez e Rossi primi sul traguardo dopo un duello fatto di sorpassi e controsorpassi, il nuovo contro il vecchio, la conferma contro il ritorno.

Il successo di Marquez ha più valore se si pensa che lo spagnolo non è ancora al 100%, dopo la frattura del perone in gennaio, nella sfida di dirty track contro Brad "Bullet" Baker. La piazza d'onore di Valentino ha bisogno invece di una prova del nove, perché a Losail sono caduti in tanti. E fra di loro anche Lorenzo, Bradl, Bautista, Iannone, che pure andavano forti. Ma le prime sensazioni sono piuttosto chiare. Valentino ha imparato a guidare in un modo differente, partito dalla quarta fila non ha avuto necessità di strafare. E nel box, dove Silvano Galbusera ha sostituito Jeremy Burgess, ci sono stimoli ed energie nuove, voglia di vincere e non appagamento. Austin e l’Argentina diranno se Rossi potrà tornare in lotta per l'iride o se Marc Marquez potrà incominciare a scrivere la propria leggenda (Lorenzo e Pedrosa permettendo).

E' vero che in qualifica Valentino accusa i due-tre decimi dell’età, ma in gara cala il jolly dell’esperienza e tutto si livella. Lotta fino alla fine, riducendo i margini della sconfitta, sfiorando anzi la vittoria. La sfida è lanciata: la MotoGP dei baby contro l’orgoglio ritrovato del vecchio re. Se il buon giorno si vede dal mattino sarà un gran bel campionato del mondo. E con meno cadute -si spera- ci saranno più protagonisti, più pretendenti al trono. Nell’anno in cui le quattro ruote affrontano la noia, le due danno ancoa spettacolo.

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