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08 aprile 2014

Marquez, caccia grossa in Texas: chi può batterlo?

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VERSO AUSTIN . Lo spagnolo sa di essere l'attuale numero 1 e in America dovrà difendersi dagli assalti di Rossi , tornato al vertice, Lorenzo e Pedrosa. Occhio ad Aleix Espargaró, così come ai piloti di casa Edwards e Hayden

di Lucio Rizzica

La nuova stagione di MotoGP si è aperta con lo spettacolare duello fra Marc Marquez e Valentino Rossi nella gara inaugurale di Losail, a Doha, in Qatar. Inutile sottolineare quanta attesa vi sia per il Grand Prix of the Americas in programma ad Austin (Usa) il 13 aprile prossimo. Proprio ad Austin, infatti, iniziava un anno fa la favola di Marc Marquez, con la sua prima vittoria. Dopo una stagione torna da campione del mondo in carica e fresco premiato ai Laureus Award come miglior esordiente.

Numero 1
- Pur non avendolo posto sulla carena (un "1" piccolissimo è sulla tuta), oggi Marquez sa di essere il numero uno, l'uomo da battere, più concreto di un anno fa, più affiatato con la moto e con il team, in grandissima forma. Ma sa anche che dovrà affrontare la voglia di riscatto di Rossi, la cattiveria agonistica di Lorenzo, volato via al primo giro della stagione.

Riecco Vale - Intanto Valentino, che finalmente è tornato a respirare l'aria di vertice e che ha il difficile compito di dimostrare che talvolta una rondine può fare primavera, che insomma non è un caso che si sia trovato ingarellato con Marquez fino alla bandiera a scacchi al debutto stagionale. Rossi lo scorso anno ad Austin andò male e non ama tornare sulle piste dove non riesce a esprimersi al meglio. Tra Texas e Argentina "il Dottore" capirà se effettivamente è più competitivo del 2013 e fugherà gli ultimi dubbi che frenano per ora il rinnovo con Yamaha.

E Jorge... - Lorenzo, invece, in questi giorni è stato a Medellin per visitare la nuova factory Incolmotos e i fans colombiani. Poi ha ripetuto il bagno di folla a Bogotà sul nuovo circuito Tocancipa, quindi è volato in Messico con Yoshihiko Takahashi, presidente della locale Yamaha Motor per promuovere il prodotto. Ma non è riuscito a dimenticare i venticinque punti di svantaggio da Marquez in classifica. Il maiorchino non è tipo da abbattersi al primo errore e venderà cara la pelle sul tracciato progettato dall’architetto Hermann Tilke sul quale un anno fa le Honda partivano da favorite. 

Fra i tre litiganti... - Potrebbe inserirsi il solito Dani Pedrosa, che pare essersi rotto le scatole di restare ai piani bassi del podio. Il lotto di partenti propone tuttavia anche outsiders dal ritmo interessante: Bradley Smith, Alvaro Bautista, Stefan Bradl, Andrea Dovizioso, Cal Crutchlow. Tutti piloti che potrebbero dare fastidio ai migliori. Cinque stili di guida e un unico imperativo: innanzitutto restare in piedi.  Ma non dimentichiamo, infine, la grande incognita Aleix Espargaro, veloce in qualifica ma a quanto pare anche in gara, sempre che riesca a far fronte alle esigenze di una moto un po’ diversa da una CRT. Se Aleix piange, il fratellino Pol non ride e si augura di avere meno noie tecniche. Sarà Austin la gara del riscatto per Andrea Iannone? Nonostante la caduta iniziale è riuscito a risalire nei migliori dieci a Doha, merita una seconda chance. Così come la meritano davanti al pubblico di casa gli "americani" Edwards e Hayden, che fendendo l’aria della contea di Travis cercheranno di fare risultato. Se i cartoons ad Austin sono riusciti a resuscitare il cane dei Griffin, Brian, vuoi che la MotoGP non riporti a galla le velleità degli yankees a due ruote?

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