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03 maggio 2014

Wild card story, eroi (di casa) per un giorno

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Pol Espargarò, campione del mondo 2013 nella Moto2, ha cominciato come wild card nel 2006 andando subito a punti (Foto Getty)

Il GP di Spagna vedrà al via, come in ogni appuntamento del Motomondiale, alcuni piloti invitati dall'organizzazione. Un'occasione per fare esperienza e che qualche volta ha svelato futuri campioni

di Roberto Brambilla

Un solo Gran Premio per assaggiare magari quello che è il sogno di una vita. Le wild card, particolarmente ambite per il GP di Spagna, Italia e Giappone per la vetrina che offrono, sono una delle caratteristiche più particolari del Motomondiale. Due per ogni classe, con nomine approvate dalla Federazione e dalla Dorna i piloti che la ricevono non possono guadagnare punti per la classifica costruttori ma hanno la possibilità per uno (o più) week end di fare esperienza e di farsi notare. E per alcuni piloti di questa stagione e del recente passato la wild card è stato davvero un buon inizio..

La prima con record di Pol – Uno dei protagonisti della MotoGP, il più piccolo dei fratelli Espargarò iniziò la sua carriera come wild card. Era il 2006 e aveva appena compiuto 15 anni, l'età minima per gareggiare. Corse in 125 il Gran Premio di Catalunya a Montmelò e finì 13°, diventando il più giovane di sempre a punti nella storia del Mondiale. L'anno dopo si guadagnò il "posto fisso" per il campionato e nel 2013 è diventato campione del mondo nella Moto 2.

Alex Marquez e Syahrin, che wild card – Nel 2012 il fratello minore (classe 1996) del fenomeno Marc assaggiò il Motomondiale nella Moto3, gareggiando in Portogallo e proprio a Jerez, raggiungendo un 12° e un 15° posto. E alla terza wild card centrò un sesto posto a Montmelò che gli valse la chiamata dell'Ambrogio Next Racing per le ultime sei gare del campionato. Dopo il quale è arrivato nell'attuale team Estrella Galicia. Addirittura meglio è andata al malese Hafizh Syahrin che a Sepang alla seconda chiamata “a gettone” nel 2012 si classificò quarto, diventando terzo dopo la squalifica (retroattiva) per doping di Anthony West.

Aoyama, Kato e Abe, da Suzuka alla gloria – Un altro dei veterani della MotoGP Horoshi Aoyama ha iniziato come wild card. Tra il 2000 e il 2003 il giapponese venne “invitato” alla gara di casa nella 250, collezionando all'esordio un ottavo posto e nell'ultimo anno una seconda piazza, dietro Manuel Poggiali partendo dalla pole position. Nel 2004 Hiroshi avrà una moto ufficiale e nel 2009 conquisterà il Mondiale.

Una pista, Suzuka, che ha visto l'exploit di altre due wild card. Dajiro Kato che da “invitato” arrivò terzo nel 1996 e primo nel biennio 1997-1998 e Norifumi Abe che nella classe 500 ingaggiò un duello con Doohan e Schwantz, cadendo però a pochi giri dalla fine. E proprio nella classe regina, ma a Valencia nel 2006, il campione della Superbike Troy Bayliss firmò un podio da wild card. Terzo nella gara che vide Valentino Rossi perdere il Mondiale per mano di Nicky Hayden.

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