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10 maggio 2014

Duelli, cadute, prime volte: Le Mans, quel pazzo GP del 2011

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Valentino Rossi sfreccia sul traguardo di Le Mans nel GP del 2011 (Foto Getty)

Tre anni fa sul circuito francese andava in scena una delle gare più spettacolari della stagione . Dal contatto fra Simoncelli e Pedrosa, con conseguenti feroci polemiche, alla battaglia fra Dovizioso e Rossi con il primo podio del 'Dottore' con la Ducati

di Claudio Barbieri

Ci sono Gran premi che sono destinati a rimanere nella storia. Le Mans 2011 è uno di quelli. Sul circuito Bugatti, in parte ricavato dallo storico Circuit de la Sarthe, teatro della 24 Ore più famosa del mondo, andò in scena uno spettacolo ricco di duelli, battaglie al limite dei regolamenti, sorrisi, lacrime e polemiche. E pensare che il vincitore, Casey Stoner su Honda, dominò con una facilità disarmante, regolando il resto del gruppo di oltre 14''. Ma lo show, quello vero, si consumava nelle retrovie.



Il Sic vs Pedrosa - Pole a parte, la prima fila parlava italiano, con Simoncelli secondo e Dovizioso terzo. La solita partenza a razzo di Pedrosa avviava un duello per la piazza d'onore fra il Sic e l'iberico, che toccava il suo apice al 18° giro. Dopo sorpassi e controsorpassi, lo spagnolo cercava di beffare l'italiano all'interno della curva in fondo al rettilineo. Il Sic entrava forte e faceva la sua traiettoria, come nulla fosse. Il contatto era inevitabile. Risultato: caduta e frattura alla clavicola destra per Dani, ride through per Simoncelli, che poi risalì fino al 5° posto. ll peggio arrivò dopo, con le accuse pesantissime del clan di Pedrosa ("E' pericoloso, sarebbe da rinchiudere") e le minacce di morte recapitate da alcuni maniaci, che costringeranno il Sic a girare sotto scorta nel successivo GP di Catalogna.



Duello tricolore -
Ad approfittare della bagarre ci avevano pensato Andrea Dovizioso e Valentino Rossi. I due italiani inscenarono una spettacolare battaglia per la seconda piazza, vinta per appena 0''250 dal pilota della Honda. "Ho perso il conto dei giri", scherzò a fine gara il 'Dottore', felice del primo storico podio con la Ducati. L'unico acuto di una stagione da dimenticare, in tutti i sensi.  

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