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07 ottobre 2014

Un giapponese fa innamorare Valentino. E nasce "Rossifumi"

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Motegi 2008: sul casco di Valentino, in basso a destra, c'è un adesivo: ritrae la prima gara in 500 di Norifumi Abe (Getty)

Nel GP del Giappone di 20 anni fa un giovanissimo Norifumi Abe , in pista come wild card, si giocò la vittoria con il leggendario Schwantz. Cadde a tre giri dal termine, ma quel giorno s'accese la scintilla in un ragazzo di Tavullia...

di Lorenzo Longhi

Non era Motegi, ma Suzuka. GP del Giappone anno 1994, in pista una Honda rossa col numero verde, il 56, a farla volare è un pilota che lì, nella gara della 500, c'è solo grazie ad una wild card: si chiama Norifumi Abe, ha 19 anni, in griglia parte con un eccellente settimo posto e sino a 3 giri dal termine della corsa se la gioca con Schwantz e Doohan, niente meno. Cade. Ma vince.

Vince nel cuore di un quindicenne di Tavullia che già fa parlare di sé nel mondo delle moto. Di cognome fa Rossi, semplice e banale, uno di quelli che non rimangono impressi. Norifumi, il capellone, lo conquista. E lui s'inventa il soprannome: nasce così la leggenda di Valentino "Rossifumi".

(La carriera di Abe racconta di 3 vittorie in 500, due delle quali a Suzuka, e un prestigioso quinto posto mondiale come massimo risultato. Poi il ritiro e un destino tragico: morirà nell'ottobre 2007, a 32 anni, in un incidente stradale, in sella alla sua moto. Un anno più tardi, proprio in Giappone, Rossi vincerà il suo ottavo mondiale: sul suo casco, quel giorno, c'è un adesivo. Una moto rossa con il numero verde, il 56).

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