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26 febbraio 2015

Lorenzo e Dovizioso, che cadute! A Sepang girano le Michelin

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La moto di Lorenzo riportata ai box dopo la caduta (Foto Twitter)

L'ultima giornata di prove in Malesia (con tempi non ufficiali) è dedicata al fornitore unico delle gomme dal 2016: il pilota della Yamaha e l'italiano della Ducati hanno distrutto le loro moto alla stessa curva, ma stanno bene. Il più veloce? Marquez

I tempi sono ufficiosi, ma anche nel quarto giorno di test a Sepang nessuno è andato più forte di Marc Marquez. La giornata di prove dedicate alla Michelin, fornitore unico dal 2016, non fornisce tempi ufficiali, ma il campione del mondo è stato ancora una volta il più veloce, con un giro poco superiore ai 2'00"00. Un crono non lontano da quello fatto segnare con le Bridgestone in questi giorni (1'59"115 di mercoledì) dallo spagnolo. Ma l'attenzione l'hanno attirata soprattutto i piloti finiti a terra alla curva 3, un punto molto veloce della pista: Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso, protagonisti delle scivolate più brutte, per fortuna si sono rialzati senza difficoltà, ma le moto - in particolare quella di Lorenzo - sono uscite malconce.


Vale e gli altri - Anche Valentino Rossi è sceso in pista, utilizzando le Michelin per la prima volta dal 2007: il Dottore conserva buoni ricordi delle gomme francesi, con cui ha vinto tre Mondiali tra il 2001 e il 2005. Insieme a lui hanno girato il Team Tech 3 di Pol Espargarò e Bradley Smith, la Honda Factory di Cal Crutchlow, la Open di Jack Miller e la Suzuki di Aleix Espargarò. Marquez ha poi completato una simulazione di gara in cui non ha avuto problemi di resistenza degli pneumatici.


Questione di grip - Anche Aleix Espargarò (sempre alla curva 3) e Miller sono caduti: la Michelin ha detto che tutte queste scivolate sono dovute ad una differenza di grip tra la ruota anteriore e la posteriore, la quale avrebbe esercitato molta più presa sull'asfalto. Il regolamento però non permette di modificare i set-up delle moto durante le prove sulle gomme. Ma Nicolas Goubert, responsabile di Michelin, ha detto poi che i piloti "sono rimasti soddisfatti del nostro pneumatico posteriore, che dà loro più aderenza". Ora bisognerà lavorare per riportare l'anteriore allo stesso livello. Senza fretta: c'è ancora un anno di tempo.


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