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28 febbraio 2015

Migno: "Quella caduta che mi ha cambiato la vita"

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Andrea Migno con Pablo Nieto ai box dello Sky Racing Team VR46

Valentino, Messi e Baggio i suoi idoli. La fortuna di fare ciò che gli piace, Andrea Migno in questa stagione debutta al Motomondiale con lo Sky Racing Team Vr46 e vuole essere il rookie dell'anno. Tutto iniziò con un infortunio al ranch...

di Anna Maria Di Luca
Diciannove anni ed un grande entusiasmo. Un desiderio forte che premeva dall'infanzia, Andrea Migno oggi è il secondo pilota dello Sky Racing Team VR46, farà il Motomondiale, che inizia a fine marzo, in Moto3, sulla Ktm e con i colori azzurro-nero di Sky. Aveva sette anni e andava dalla nonna un paio di volte a settimana, ad ogni viaggio non gli sfuggiva quella pista di minimoto sulla strada, la incontrava all'andata e pure al ritorno. C'è voluto un bel po' di tempo perché il padre finalmente gli desse retta e lo portasse a correre proprio lì. "Mio padre era un appassionato, niente di più - racconta il pilota di Cattolica - insieme guardavamo le corse in televisione. Mio zio, il fratello di mamma, correva, ha vinto il campionato italiano. E mia mamma, Marta, quando iniziai a gareggiare non veniva mai alle corse, non voleva incoraggiarmi, aveva paura".

Quando hai capito che le cose sarebbero andate secondo i tuoi desideri?
Quando mio padre ha venduto la sua moto per comprare la mia prima minimoto. Ora è diventato il mio più grande tifoso in famiglia. Ma ho grandi tifosi anche tra gli amici di infanzia, uno è Magnus che in realtà si chiama Filippo Masini.

Il tuo soprannome?
Mig, come la sigla che appare i tv quando si corre



Facile capire chi è il tuo pilota preferito...
Se penso alle gare di motociclismo l'unico pilota che mi viene in mente è Valentino Rossi. Vedo solo la sua immagine: Vale sulla moto gialla, sulla Honda 500...

Ora sei nello Sky Racing Team VR46, un progetto in collaborazione con Valentino, quando lo hai incontrato per la prima volta?
Al ranch a Tavullia. Volevo sempre andare agli eventi dove c'era lui, volevo conoscerlo. Poi un giorno mio padre ne ha parlato con un amico che conosceva bene Valentino e lui ha proposto di partecipare ad una gara di minimoto che si teneva al ranch. Ho corso, sono caduto e mi sono rotto la clavicola.

Una sfortuna che si è poi trasformata in fortuna...
Si, mi hanno dato tutte le cure, in pratica mi ha poi seguito nella riabilitazione il fisioterapista di Valentino. Andavo ad allenarmi nella palestra dove c'era anche lui. Non esisteva ancora l'Academy. Quando l'ho conosciuto ero in soggezione, pensavo fosse un vip, invece è molto alla mano.


A 19 anni correre il Motomondiale, a cosa devi rinunciare?
A mangiare quello che voglio e quanto voglio. E dover allenarmi tutti i giorni! Mi piace correre in moto ma allenarsi è un'altra cosa. Ho scelto io di farlo, nessuno mi ha costretto, so che devo fare qualche sacrificio, ma se vuoi raggiungere degli obiettivi ne vale la pena. Non faccio la vita normale del ragazzo che va a scuola, ma quello mi manca poco (sorride), comunque non avrei tutte le emozioni che sto già vivendo.

Essere pilota è una carta in più da giocare con le ragazze?
A sentire gli altri piloti pare proprio di si, io per ora ci provo... vado lì e mi presento.

Quale altro sport ti piace?
Il calcio, con lo Sky Racing Team giochiamo pure a calciotto e degli amici mi hanno regalato la maglia con il nome "Ronalmigno" scritto dietro.

I tuoi campioni preferiti?
Messi per come gioca. Baggio per come è, per la sua filosofia di vita. Ho qui la lettera (prende il telefonino e la cerca) che lui lesse a Sanremo dedicata ai giovani. E' una grandissima cosa. I suoi consigli su 5 punti: passione, gioia, coraggio, successo e sacrificio. La leggo sempre.

Fenati è il veterano della scuderia, gli chiedi consigli?
Ci conosciamo dalle minimoto. Ci siamo ritrovati, stiamo bene anche fuori dalla pista, mi aiuta, mi dà consigli con le ragazze...ma se in gara posso superarlo lo faccio.

Come vivi la "notte prima" di una corsa?
In genere sono tranquillo, almeno fino a pochi minuti prima. Facciamo un buon training, abbiamo un preparatore fantastico, Carlo Casabianca (preparatore di Rossi ndr) ci sta insegnando a trasformare sensazioni negative in energia buona, è un privilegio che nella vita normale non hai.

Inizia la stagione...
Io voglio diventare il rookie dell'anno.


Buon #wheeliewednesday a tutti! Pic by Jerez Test 1 ✊@SkyRacingTeampic.twitter.com/8wGjX9qoG8

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