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03 aprile 2015

Stoner offresi part-time, no della Honda: "Non è il momento"

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Vista l'assenza di Pedrosa (fuori 4-6 settimane dopo l'operazione al braccio ), il pilota australiano si è proposto per sostituirlo ad Austin, incassando dalla scuderia un "No, grazie". Le sue parole via twitter: "Mi dispiace, sarebbe stato un onore"

di Davide Camicioli
A Casey Stoner sarebbe piaciuto tornare in sella alla Honda settimana prossima, ad Austin, al posto di Dani Pedrosa. Si é pure offerto, ma in Honda non se la sono sentita di lanciarlo in una bolgia senza strategie, senza una pianificazione. E avranno pure valutato il parere di Marquez. Avranno pure considerato che quel secondo e mezzo che mancava a Stoner nei pochi test effettuati non sia così facile da colmare. Non scontato.

Certo, tutti quanti nei giorni scorsi lo abbiamo ipotizzato e sognato. Un altro super eroe a lottare per lo spettacolo e per la vittoria. Nelle intenzioni di Stoner non c'è mai stato il solo gusto della comparsata. A Bayliss in Superbike non è andata benissimo, pur avendo fatto battere il cuore degli appassionati. Stoner di fatto ha solo 29 anni, la stessa età di Pedrosa e ben 7 anni in meno di Valentino Rossi, è ancora veloce e ha confidenza con la moto. Sarebbe bastato? Per molti - i romantici sognatori- forse sì, per la Honda che fa i conti con i dati forse no.

Dopo essersi reso reso personalmente disponibile per fare il pilota part-time in Texas e Argentina Stoner (collaudatore di extra lusso dalla fine del 2012, dopo il suo ritiro) ha ricevuto una risposta ragionata e cortese: "No grazie". E a giudicare dal tweet che fatto, l'australiano non l'ha presa neanche benissimo: "Mi dispiace, ma non correrò il GP di Austin il prossimo weekend, sarebbe stato un onore correre per Dani Pedrosa. Non era destino". Il perché può avere almeno tre risposte. La prima: non mettere pressione intorno a Marquez che non ha iniziato la stagione al meglio. Tanti errori nel weekend e alla fine quarto posto. La seconda: fonti vicinissime all'ambiente Honda ci dicono che Stoner nei test fa registrare tempi vicini (un secondo e mezzo), a Marquez e Pedrosa. Potrebbe essere un distacco diffcile da colmare oppure, nel caso contrario di uno Stoner velocissimo, sarebbe un problema difficile da gestire. Il rischio di togliere punti preziosi e sicurezza al campione del Mondo Marquez è troppo alto. Terza e ultima risposta: potrebbe significare la fine vera per Pedrosa, che con la stessa moto l'anno scorso ha battuto il compagno Marquez solo una volta su 18 gare. Meglio schierare sulla griglia di partenza Aoyama, altro collaudatore Honda, profilo più basso, come il suo talento del resto.

Abbiamo sognato, è stato bello pensare alle sportellate con Marc, al detestato Valentino (non si sono mai piaciuti) e a quella Ducati che appare rinata dopo il suo titolo del 2007. In Texas evidentemente conta che il vero Capitan America della Honda sia solo Marc Marquez.

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