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28 aprile 2015

Incornate, cadute e polemiche: al via la corrida di Jerez

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Nel GP di Spagna una cosa è certa: per la gioia del pubblico il duello tra i toreri del Motomondiale è ogni anno sempre più infuocato, fino all'ultima maledetta curva

di Paolo Lorenzi
Sarà per il clima particolarmente caldo di questa parte della Spagna e del pubblico che arriva in massa ad ogni gara, ma Jerez de la Frontera quando vuole può trasformarsi in una corrida con tanto di incornate neanche tanto metaforiche, che i piloti sanno rifilarsi senza complimenti.

Se andiamo al 1996 rivediamo il duello infuocato tra il pilota australiano Dohann e Crivillé, suo compagno di squadra. Finale memorabile: gli spettatori avevano ormai scavalcato le recinzioni, pronti a festeggiare la vittoria spagnola, ma l'ultima curva fu fatale a Crivillé, che cercando di resistere all'attacco di Dohann perse il controllo della moto e finì a terra. Nove anni dopo la stessa scena si è ripetuta con Valentino Rossi e Sete Gibernau, altro pilota spagnolo, beffato in quella maledetta curva, sempre la stessa. Ne seguirono polemiche infinite: chi aveva sbagliato? Gibernau nell'allargare la traiettoria o Rossi, troppo aggressivo nello spiraglio aperto dall'avversario?

Polemiche che Jerez in un modo o nell'altro ha sempre innescato tra scontri più o meno celebri fino all'ultimo in ordine di tempo del 2013. A quell'ultima curva, ormai passata nella storia del motociclismo, si sono ritrovati Jorge Lorenzo e Marc Marquez. Il Cabroncito mostrò di che pasta era fatto entrando senza troppi complimenti all'interno di Lorenzo, che finì fuori pista e non la prese certo bene. Jerez è così: passione e agonismo allo stato puro. Per fortuna ogni tanto qualcuno riesce a strapparci un sorriso, come fece Valentino Rossi nel 1999 trovando la maniera più originale per festeggiare nella classe 250...

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