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13 maggio 2015

La MotoGP si trasferisce a Le Mans: storia di un lungo amore

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Rossi guida l'armata delle due ruote verso il quinto appuntamento della stagione: quello francese è uno dei tracciati più attesi, capace di diventare leggenda prima per la 24 Ore poi per il Motomondiale. Ecco tutti i perchè

di Paolo Lorenzi
Vecchie immagini che scorrono indietro nel tempo: Le Mans è lì, dentro la storia delle corse. Una storia che risale al secolo scorso e ha per protagonista il Circuit de la Sarthe. Inaugurato nel 1923, il suo tracciato divenne celebre prima di tutto per la 24 Ore automobilistica, gara di resistenza meccanica e umana. Oltre 13 km di curve e rettilinei velocissimi dove i grandi campioni potevano dimostrare tutto il loro coraggio e il loro talento, e la cui partenza ne divenne l'immagine e il simbolo entrando nella leggenda.

Ma tutto questo sfumò come in un brutto sogno, quando nel 1955 la Mercedes di Pierre Levegh piombò sulla folla uccidendo 83 spettatori oltre al pilota, e ferendone 120. Per il mondo delle cose fu uno shock durissimo. La 24 Ore sopravvisse alla tragedia, poi arrivarono le moto ad aprire una pagina tutta nuova, scritta sul circuito Bugatti.

Giacomo Agostini vinse la prima gara della 500 nel 1969. Fu l'inizio di un lungo amore tra le due ruote e la cittadina francese, ormai diventata una sorta di patria delle corse motoristiche. Le Mans ha accolto i campioni delle le due ruote per oltre 40 anni, alternandosi con altri circuiti francesi fino al 2000. Da lì in poi solo Le Mans, dove hanno buona memoria anche delle vittorie italiane nella massima cilindrata: dopo Agostini Max Biaggi, Marco Melandri e naturalmente lui, Valentino Rossi.

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